Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli interviene con una presa di posizione netta dopo l’esito del referendum: la vittoria del NO viene definita “una buona notizia per tutt3”, in particolare per chi ogni giorno rivendica diritti, dignità e riconoscimento.
In una nota diffusa a Roma lunedì 23 marzo 2026, l’associazione sottolinea come il risultato non fosse scontato, ma rappresenti un passaggio fondamentale per il futuro delle minoranze nel Paese.
Una battaglia politica e culturale
Insieme a Muccassassina, il Circolo Mario Mieli evidenzia di essere stato tra i primi, all’interno della comunità LGBTQIA+, a leggere il referendum non come un semplice quesito tecnico, ma come un tema centrale per l’equilibrio dei diritti.
Secondo l’associazione, dietro formulazioni apparentemente neutre si nascondeva il rischio di un arretramento, con possibili conseguenze sulla tutela delle minoranze e sull’autonomia della giustizia.
Una giustizia autonoma, si legge nella nota, rappresenta una garanzia fondamentale soprattutto per le persone più vulnerabili: indebolirla significherebbe esporle a maggiori rischi e discriminazioni.
Le parole di Mario Colamarino
A commentare il risultato è Mario Colamarino, presidente del Circolo e portavoce del Roma Pride:
“Questa non è solo una vittoria referendaria, è una vittoria politica e culturale. È la dimostrazione che quando i diritti vengono messi in discussione, la società civile risponde. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà, l’uguaglianza e la dignità di tutte e tutti, soprattutto di chi appartiene a una minoranza.
Oggi diciamo con chiarezza che non accetteremo nessun passo indietro: continueremo a vigilare, a mobilitarci, a costruire uno spazio pubblico più giusto e inclusivo. Questa vittoria è un punto di partenza, non di arrivo.”
Un messaggio alla politica
Nel comunicato emerge anche una lettura politica del voto: il risultato viene interpretato come un segnale rivolto al governo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo il Circolo, il Paese reale chiederebbe più diritti, libertà e uguaglianza, evidenziando una distanza rispetto alle politiche dell’attuale esecutivo.
Verso il Roma Pride: “Non ci fermeremo”
Lo sguardo è ora rivolto al prossimo 20 giugno, data del Roma Pride, indicato come un nuovo momento di mobilitazione collettiva.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: continuare a difendere i diritti e costruire uno spazio pubblico più inclusivo, senza arretramenti.
Il messaggio finale è netto: i diritti non si negoziano, si difendono insieme.
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