Messico – Famiglie bloccate all’estero con i loro animali

I voli organizzati dalla Farnesina – a pagamento – non consentono il rimpatrio degli italiani bloccati all’estero a causa della pandemia con i loro animali al seguito.

LNDC scrive al Governo chiedendo di risolvere questo grave problema. Rosati: si fanno tante campagne anti-abbandono e poi non si tutela chi non vuole separarsi dal proprio animale.

Tra i tanti gravissimi problemi legati alla pandemia Covid-19 c’è quello di moltissimi nostri concittadini rimasti bloccati all’estero dove si trovavano per vacanza o per lavoro. Tuttavia, per molti di loro è stato possibile tornare a casa grazie a voli charter organizzati grazie alla collaborazione del Ministero degli Esteri. La stessa cosa però non si può dire di numerosi cittadini italiani che erano andati all’estero con il loro cane e si sono visti negare il viaggio di ritorno post-emergenza perché la compagnia aerea con cui la Farnesina aveva organizzato il viaggio non accettava animali a bordo. Emblematico è il caso di una famiglia bloccata in Messico e che non intende separarsi dal familiare a 4 zampe.

“Abbiamo preso contatti con la famiglia in questione che ci ha spiegato bene la situazione”, fa sapere Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Una vera e propria odissea fatta di voli prenotati, a pagamento, e cancellati e altri voli che non consentivano il trasporto del loro cane né in cabina né in stiva. La famiglia è ovviamente molto provata sia psicologicamente che economicamente”.

“Capisco il momento difficile e la quantità di emergenze che il Governo sta gestendo in questo periodo, ma questa situazione è francamente inaccettabile”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ho quindi scritto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri e all’ambasciatore italiano in Messico chiedendo una maggiore considerazione dei problemi di questa e tante altre famiglie che si trovano nelle loro stesse condizioni, bloccati in un Paese straniero perché i charter organizzati dalle istituzioni non consentono di portare con sé – a bordo o in stiva – gli animali”.

“Si fanno tante lotte e campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono di animali e poi persone in evidente stato di difficoltà vengono quasi costrette a compiere questo gesto orribile per poter tornare a casa. Fortunatamente molti di loro poi non lo fanno ma le istituzioni dovrebbero garantire un supporto concreto per tutti i membri delle famiglie coinvolte in questa situazione, indipendentemente dalla specie di appartenenza. Auspico, come ho chiesto nella mia lettera, che la Farnesina si impegni a organizzare quanto prima dei voli che garantiscano la possibilità di far rimpatriare i nostri concittadini con i loro animali al seguito”, conclude Rosati.

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