Viareggio – Studenti buttano gatta dal secondo piano

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Fortunatamente la micia non ha avuto gravi conseguenze e il Consiglio di Istituto ha annunciato l’intenzione di fare luce sull’episodio e identificare i responsabili.

Rosati: serve una maggiore educazione al rispetto dell’altro, degli animali e dell’ambiente, per questo ho scritto al Ministro del MIUR.

Quello che è successo all’Istituto Superiore d’Istruzione Piaggia di Viareggio forse voleva essere un “gioco”, forse voleva essere una “goliardata”, forse voleva essere un modo originale di “festeggiare” la fine della scuola, ma di sicuro è soltanto un atto incivile e crudele, oltre che un reato. La scuola aveva adottato da qualche mese una giovane gatta come mascotte e qualche giorno fa alcuni studenti l’hanno buttata già dal secondo piano dell’istituto. La micia è stata immediatamente soccorsa da una insegnante che l’ha portata dal veterinario e per fortuna non ha avuto gravi conseguenze. L’episodio è stato denunciato sulla pagina Facebook della scuola, condannando la gravità del gesto e annunciando l’intenzione di fare luce sulla vicenda e individuare i responsabili.

“L’iniziativa della scuola di adottare un animale e renderlo la propria mascotte è stata sicuramente lodevole, ma senza la giusta educazione si è rivelato un boomerang per la povera micia”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Fortunatamente non ci sono state gravi conseguenze fisiche per la gatta, ma il gesto rimane di una gravità inaudita. Ogni giorno le cronache ci riportano casi di violenza e crudeltà sugli animali, in tutta Italia, e quando gli autori sono persone giovani è ancora più difficile farsene una ragione”.

“Purtroppo viviamo in una società in cui empatia e rispetto per l’altro sono sempre più rari e questo clima rischia di generare nuovi mostri, come se non bastassero quelli che ci sono già. Per questo motivo ho scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Bussetti, esprimendo la necessità di introdurre nei piani di studio dei corsi di educazione al rispetto degli animali e dell’ambiente. Se vogliamo cambiare la società verso un modello migliore, dobbiamo educare le nuove generazioni a una maggiore considerazione della vita in tutte le sue forme”, conclude Rosati.

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