Le cavallette dei social in modalità propaganda…

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Vota Antonio, Vota Antonio…

Molti di voi, specialmente i non simpatizzanti del m5s, si saranno accorti della presenza soffocante nei social di una categoria di persone che potrebbero essere paragonate a una sorta di ibrido tra le cavallette, le zecche e le pecore.

Per capire a cosa mi riferisco provate a pubblicare un post sul Vostro profilo o sulla Vostra pagina dove “vi permettete” la “liberta” di criticare il m5s, o una qualsivoglia loro proposta politica o peggio ancora uno dei loro militanti o esponenti di punta … vedrete che, nell’arco di pochi secondi netti, si materializzano almeno una manciata di fanatici facinorosi (magari persone con cui non avetemai condiviso nè una chiacchiera nè un saluto) che iniziano, da invasati, come fossero programmati da un’entità “superiore” a cercare di sfiancarti nei tuoi convincimenti al pari, o anche peggio, dei peggiori e ostinati testimoni di Geova sempre alla ricerca di qualcuno da convertire, se va bene, mentre, se va male, passano direttamente alle offese personali …

Ora fa pure piacere cogliere tanta passione politica e, in democrazia, è giusto che ognuno abbia la libertà di esprimere le proprie idee, ma con la scusa che i social, per definizione, sono luoghi dove potersi confrontare per far veicolare pensieri e opinioni, questa categoria di persone ne approfitta per “spammare” senza ritegno i propri convincimenti tanto chè riescono ad “impadronirsi” delle bacheche altrui.
Probabilmente questi signori non conoscono il significato del termine “netiquette” che non è qualcosa di riconducibile alla legge, ma alla buona educazione, quel qualcosa che poi esiste nella normale realtà delle nostre vite. Ad esempio: se io entro in casa di un musulmano, per rispetto, non mi sogno neanche lontanamente di imporre un’altra religione, quindi, stessa cosa vale se tu vieni sulla mia bacheca a pubblicare video propagandistici che io non ti ho chiesto, oppure se c’è una divergenza di opinioni diametralmente opposte non mi puoi stalkerare fino all’esasperazione con l’intento di far prevalere le tue convinzioni perchè l’ultima parola deve essere sempre e comunque la loro …

Queste persone le ho paragonate alle cavallette, alle zecche e alle pecore perchè arrivano sempre a sciami, sono appiccicose e fastidiose come le zecche e hanno tutte lo stesso linguaggio, le stesse risposte preconfezionate come un gregge di pecore …

Insomma, sono talmente irritanti nella loro presunzione di possedere la “verita” che alla fine se, anche in un qualche contesto, avessero ragione non gliene darei atto per ripicca alla loro arroganza.

La morale credo sia: invece di urlare “Onestà…onestà” ai quattro venti (che poi puntualmente viene smentita nei fatti ….) se iniziassero a praticare l’educazione sin dai rapporti virtuali sarebbe un buon viatico per una società più civile a prescindere dalle ideologie.

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Massimo Marino

Sono un caronte 2.0 che vi racconta e vi porta nella vita notturna e non solo...

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