Giusto a metà

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TEATROVID-19 Il teatro ai tempi del Corona (la rinascita del teatro)

Scritto ed interpretato da Marina Vitolo con Eleonora Tosto, al piano Danilo Blaiotta a cura di Francesca La Scala

Prima di entrare nel dettaglio dello spettacolo, vorrei spendere due parole per parlare dell’ambiente sempre più familiare ed invitante che offre il Teatro Marconi. Felice Della Corte, il direttore, è una persona che ha saputo formare uno staff incredibile intorno a sé, che rispecchia a mio avviso i canoni di una conduzione famigliare. Ogni ingranaggio è al suo posto in sinergia con gli altri; dai camerieri agli addetti alle pulizie, dagli impiegati del botteghino ai tecnici… Sempre calmo e sorridente, Felice ha realizzato una casa confortevole per chi lo va a trovare, arredata con la cultura e l’arte. Ieri il suo salotto all’aperto era gremito di figure di spicco dello spettacolo, ed io ho fatto incetta di queste presenze cercando di saziare la mia fame e la mia sete di conoscenza del settore.

Daniele Derogatis, Marco Simeoli, Fabio Ferrari, Marina Vitolo, Eleonora Tosto, Danilo Blaiotta, Silvia Mazzotta, Tiziana Sensi, Francesca La Scala, Nadia Perciabosco, Giulia Ricciardi, Patrizio Cigliano, Antonia Di Francesco… Non me ne voglia chi ho dimenticato, tanto sono ancora stordito dalle numerose presenze. Mi sono sentito come un bambino alla vigilia di Natale che freme per scartare i doni sotto l’albero… Avrei voluto aprirli tutti, metterli a nudo, sapere ogni cosa di loro, entrare nelle loro teste tra le loro emozioni.

Stavolta non mentre cerco di capire il personaggio in scena, bensì quando sono persone comuni, semplicemente se stesse.

Felice ha ricreato questo habitat naturale ricco di humus artistico, dove tutto prolifera e cresce spontaneamente. Come un giardiniere, ha seminato, curato, concimato il suo giardino e noi, spettatori oggi, cogliamo i frutti maturi e succosi pregni di arte e cultura per gustarne il sapore.

Quello di stasera è uno spettacolo diverso rispetto a ciò che Marina mi ha abituato a vedere. Intanto è tutto suo, un monologo scritto da lei e che parla di lei, ironico ed introspettivo. Il racconto della sua vita, che ha voluto arricchire con una colonna sonora eseguita da due artisti eccelsi.

Danilo Blaiotta, pianista dal gusto jazz, poliedrico e virtuoso, durante la sua esibizione mi ha riportato alla mente lo stile di alcuni momenti musicali del film “Il Pianista sull’oceano”.

Poi, a completare l’opera, la spettacolare e potente voce di Eleonora Tosto.

I due si esibiscono in un repertorio prettamente composto da canzoni italiane, ma il sound mi ricorda quello ascoltato in quei film americani dove appaiono locali fumosi in cui un pianista accompagna una strepitosa cantante dai toni caldi e profondi.

Parte lo show. Il sottofondo musicale è quello del programma di Bonolis “Ciao Darwin”, che fa solitamente da colonna sonora all’entrata della stupenda “madre natura” di turno dal corpo mozzafiato.

È lei, Marina, che gioca come una Jessica Rabbit con una sensuale autoironia. Sa prendersi in giro, sfruttare le sfaccettature del suo carattere e la sua presenza fisica.

Non è alta, non ha occhi azzurri, né è bionda né sinuosa come la sua antagonista Eleonora. Sono sicuro che Marina, oltre che per la sua ugola d’oro, l’ha scelta anche per questo, per rappresentare il suo opposto come canone femminile.

Marina propone comunque la sua femminilità, ma in contrapposizione all’altra figura. È combattiva, simpatica, estroversa ed autoironica ma sempre tanto, tanto donna.

Sprigiona una personalità tutta sua sul palco, frutto di tanti anni di gavetta, di momenti difficili e di successi, e da una maturazione dovuta ad una lunga assenza di ben dieci anni dalle scene, per dedicarsi ai suoi due figli.

Questo ci racconta nello show, ma lo fa a modo suo, mentre gioca ad indossare i panni della donna giusta al momento sbagliato.

Ridiamo delle sue vicissitudini e del suo lato più profondo insieme a lei. Il suo umorismo maturo funziona, perché solletica quella stessa parte che ognuno di noi ritrova in lei. Stiamo semplicemente ridendo delle nostre stesse debolezze.

Dietro Marina c’è una forte personalità e una grande ricchezza d’animo che lei manifesta tra un’espressione buffa e l’altra. Scherza sul suo passato e sul suo presente , senza rimpianti e senza piangersi addosso per le scelte fatte di cui è fiera.

È una donna, una moglie, una madre e poi un’artista, ma non necessariamente in questo ordine. L’animo artistico non l’ha mai abbandonata, e lei lo dimostra; in quei dieci anni passati lo aveva solo sopito, mandato in letargo, ibernato, ma in realtà era come la brace sotto la cenere…

Sulle assi del palco la sua passione e il suo entusiasmo sono quelli di quando ha cominciato. Come un buon vino stagionato, oggi rivela un sapore forte e deciso.

Investe il suo pubblico con tutto il suo vigore, ha voglia di esibirsi, di esserci, di divertire e divertirsi. Contemporaneamente però vuole anche solleticare le corde delle nostre emozioni.

Mai un calo, un cedimento, una titubanza. Marina si alterna con i due bravi musicisti e, come farebbe una buona madre, lascia loro lo spazio giusto per esibirsi, gli permette di esprimere il meglio senza mai rubargli il palcoscenico, senza voler mai primeggiare facendo la prima donna.

Dopo ogni stacco musicale, rientra e continua a raccontarci di lei, del suo essere artista e madre, della difficoltà con cui è rientrata nel mondo dello spettacolo, un mondo che non l’ha aspettata, che è cambiato, che è andato avanti.

Lei con la sua perseveranza ha però reclamato il suo posto, suo di diritto. La prova tangibile sono tutti gli spettacoli che ha fatto in questi anni dopo il “risveglio”. Stasera ho visto un’artista completa, ricca, esuberante, esplosiva, tagliente, divertente ma anche molto espressiva e delicata in diversi momenti.

Ho scoperto un altro lato del suo essere attrice. Stasera non interpreta un personaggio che le è stato dato, stasera il personaggio è lei. Le sue espressioni mentre racconta la sua storia inducono alla riflessione, dando il tempo allo spettatore di percepire il mondo che c’è dietro la donna che ha un sogno da realizzare. Un’espressione vera, sincera, anche quando si nasconde dietro le sue battute sul suo fisico, sulla difficoltà di capire il modo moderno, sull’assurdo modo di parlare dei figli pieno di neologismi a lei ignoti e sul mondo dello spettacolo, quello a lei più caro, un pezzo della sua anima.
Lei si pone a metà, né qui né là: “Giusto a metà” .

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