I Nasoni raccontano, la storia ha il naso lungo

TEATROVID-19
Il teatro ai tempi del corona
Attraversando la terza fase (finirà?)

Villa Gordiani 24/25/27 settembre 2020.
Per chi non lo sapesse ancora, i “Nasoni” sono un modo affettuoso di chiamare a Roma le fontanelle da cui sgorga perennemente l’acqua potabile. Sulle strade e nei parchi, sono testimoni silenti di mille storie, passate e future, il simbolo di Roma e della sua civiltà dell’acqua.

Grazie a un gruppo di attori, prendono vita e raccontano quello che hanno visto in una simpatica rassegna gratuita (ma su prenotazione), che si è svolta anche nelle passate edizioni, a Centocelle (2017), a Tor Pignattara (2018) e al Pigneto (2019).

Stasera, in questa ventosa e speriamo non piovosa serata di settembre, abbiamo come location la bella Villa romana dei Gordiani. Tra i suoi ruderi si svolgerà la serata, in mano a undici attori che ci racconteranno le loro storie.
Partiamo per questo viaggio!

È proprio di un viaggio indietro nel tempo che parliamo; si parte dall’antica Roma con una scherzosa parodia dei tempi di Gordiano III. Secondo un’antica profezia, dopo tre imperatori della stessa famiglia sopraggiungerà la peste. Ovviamente il parallelismo con il covid è d’obbligo ed ogni riferimento alla quarantena NON è puramente casuale.
La moglie dell’imperatore, una simpaticissima Giulia Nervi e il suo servo (Riccardo Viola) cercheranno, per sventare la profezia, un sosia del defunto imperatore e lo troveranno in un becchino alquanto idiota come la sua famiglia, la famiglia ‘Lebbare…’ ( Alessandro di Somma, Pietro Maria Virdis e Arianna Martines), che sembra uscita da un film di Mel Brooks o di Monty Pyton.

Grazie alla sua somiglianza, sostituirà l’imperatore morto nella speranza di scongiurare la terribile profezia. Ci riuscirà?
Una menzione particolare alla piccola attrice del gruppo, una tenerissima adolescente Arianna Martines, davvero spigliata, simpatica e professionale nonostante l’età, l’unico personaggio savio della bizzarra e demenziale famiglia.

Un ulteriore salto temporale ci porta nel periodo della seconda guerra mondiale.
Una coppia di truffatori, (Matteo Cirillo e una deliziosa Benedetta Russo) si fingono fratello e sorella cercando di circuire due amici, vantando di poter procurare loro dei documenti falsi.

I due sono il figlio di Pirandello (Riccardo Viola), discutibile pittore infatuato della fanciulla e per questo caduto nelle maglie dei due truffatori, che non vuole andare al fronte; l’altro (Daniele Forti) un poeta sgangherato e riformato per la sua cagionevole salute che invece si vuole immolare per la patria e al fronte ci vuole andare.
Lo scambio di identità tra i due, per come viene proposto dai truffatori, è a dir poco esilarante e riporta alla mente le gag del migliore avanspettacolo o delle scenette di Totò e Peppino. Matteo, nei panni del truffatore idiota, scatena continue risate. Particolare attenzione agli azzeccati costumi di scena.

Si passa poi ad un’altra frode, stavolta quella sulla votazione postbellica, quella del referendum per la monarchia o la repubblica.
Dei poveri disgraziati, per beneficiare delle promesse pre elettorali di ricevere favori, si vestono da improbabili donne per andare a votare al posto dell’elettorato femminile, che da poco ha ottenuto il privilegio di dare il proprio contributo politico.

Sfruttando la confusione, cercano di prendere il posto delle votanti per sostituirsi a loro. Il gruppo (i fantastici Alessandro Di Somma e Diego Migeni in compagnia di Giulia Nervi e Benedetta Russo) vengono scoperti da un poliziotto (Matteo Cirillo nei panni di un inquietante cattivo) a nascondere delle schede truccate.
Il finale è esilarante.

Matteo, Alessandro e Diego insieme riuscirebbero a fare uno spettacolo senza neanche un copione… sono attori nati d è impossibile non divertirsi con loro.
Per chi non lo sapesse, questi tre artisti sono un terzo del cast de “I 39 scalini”, un classico di Hitchcock riproposto in chiave comica talmente divertente, che ho voluto vedere per due serate consecutive…
Assolutamente da non perdere!

Altra tappa sono gli anni ’70, durante la votazione del referendum per abrogare la legge sul divorzio. La confusione ingenerata tra la scelta del sì e del no, quella che accompagna ogni referendum e crea confusione nelle persone, riporta alla mente quello recente in maniera assai ironica ed intelligente.
Tra le manifestanti (tutte le donne del cast già viste con l’aggiunta di Anna Dall’Olio e Susanna Laurenti) insorge una divertente confusione per le perplessità del voto espresse dalla donna più semplice tra loro. Non mancano, tra i costumi, i tipici vestitini a fiori e i pantaloni a zampa di elefante di quel periodo.

Si passa poi ad una scenetta molto ironica. Matteo è l’inventore (almeno su carta) dell’idea del primo centro commerciale, mentre Diego, l’amico, è stato ingoiato dal giro dello strozzinaggio.
Arriva il camorrista (un fantastico Riccardo Viola) con tanto di capezza al collo alla Gomorra e la camicia aperta col petto al vento, in compagnia della sua sgherra di turno (Susanna Laurenti), che con le minacce baratta il progetto con il debito del povero amico.

nasoniGeniali le trovate nel proporre quelle idee che oggi fanno parte della nostra quotidianità, di cui i due si prendono la paternità scatenando l’ilarità del numeroso pubblico.
Pubblico che, nonostante il freddo e l’intermittente pioggia, è rimasto fino alla fine delle due ore di spettacolo itinerante all’interno della villa.

Non può mancare una parodia sul mondo del calcio con Matteo, Diego ed Alessandro. La compravendita di calciatori pagati a caro prezzo, ma piuttosto scarsi, l’uso della droga che altera in modo divertente lo stato mentale di questi ‘sportivi’, le partite truccate, la falsificazione dei documenti sportivi… Il solito trio si getta, con l’arrivo di un viados (un credibilissimo Daniele Di Fortis), anche lui calciatore, in una parodia irriverente e assai divertente, dando vita a personaggi fastidiosi e deprecabili, che si esprimono in maniera scurrile nei dialetti più disparati e con buffi atteggiamenti da malviventi. Ciliegina sulla torta, come sempre, i costumi di Alessandra Muschella

Venerdi 26, per timore del maltempo, è stata soppressa una scena che è stata per fortuna reinserita questa sera.
Ci troviamo davanti un set per le riprese di una pubblicità dove compare quasi tutto il cast dei Nasoni, anzi della Compagnia dell’orologio.

Il set è riproposto in maniera fedele con tutta la confusione che realmente si crea in una circostanza simile, un “dietro le quinte”, ovvero ciò che accade quando le telecamere sono spente.
Dallo staff ai tecnici fino alle comparse, le attricette succinte vestite alla Lara Croft che dovrebbero fare in balletto, litigano con la protagonista nei panni di un’ esploratrice che balla fuori tempo, cercando di prevalere su di lei o di prenderne il posto.

Intanto dei tecnici in attrito tra loro discutono, mentre un produttore distratto e poco professionale telefona e pensa agli affari propri; il regista esacerbato lascia arrabbiato il set, poco dopo anche le stesse protagoniste vanno via.
Nella confusione un tuttofare avventatamente prende il posto del regista e si improvvisa tale…
Insomma, alla fine lo spot si adegua alle defezioni perché sul set rimangono solo il produttore e il nuovo regista. In realtà i due finiscono per riproporre, loro malgrado, una copia di un famoso spot di un amaro, risparmiando così sui costi…

Lo spettacolo si avvia alla conclusione. Riappare il sosia di Gordiano che pare funzionare. Scampata la peste, parte la morale attualizzata, che verte sul rispetto delle prescrizioni anti covid.
Tutto il cast della serata poi si riunisce cimentandosi in un esilarante balletto collettivo, concludendo in allegria la serata, mentre il cielo si illumina di fulmini.
L’abbiamo scampata! Nonostante le avverse condizioni, lo spettacolo è proseguito senza acquazzoni.
Bravi, ottima idea, organizzazione impeccabile.

Ottimo il lavoro della costumista Alessandra Muschella con la scelta dei costumi sempre azzeccati per ogni periodo storico proposto.
Una cosa che va sottolineata perché nell’ambito del teatro spesso sembra considerata superflua e messa in secondo piano.
Un guardaroba invidiabile che ha aiutato i nostri a trasportarci indietro nel tempo in modo realistico.

Grande il lavoro dei tecnici e dello staff.
Luci coreografiche mobili, colonna sonora su ruote trasportata da una location all’altra all’interno della villa, spazi per gli attori sempre pronti all’arrivo del pubblico. Gli attori “microfonati” hanno avuto qualche problema tecnico, ma erano sempre udibili nonostante il vento.
Staff davvero in gamba, pubblico numeroso (ho perso il conto dopo le cento anime viste), tutti in mascherina anche se all’aperto.

Da vedere, anzi da rivedere!

Ideato da Fabio Morgan, uno spettacolo della compagnia del “Teatro dell’orologio” diretta da Leonardo Ferrari Carissimi, con Matteo Cirillo, Anna dell’Olio, Daniele Di Forti, Alessandro Di Somma, Susanna Laurenti, Anna Martines, Diego Migeni, Giulia Nervi, Benedetta Russo, Riccardo Viola, Pietro Maria Virdis, scene costumi Alessandra Muschella.

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