Il teatro ai tempi del corona: Massimo Wertmuller

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Attraversando l’infinita terza fase

In questo periodo dove è impossibile scrivere di spettacoli a parte quelli in streaming, mi sono dedicato soprattutto alla biografia di molti attori che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare sul palco o sullo schermo.

Questo sarà però un articolo diverso dal solito e che voglio dedicare ad un grande artista romano che apprezzo molto, vorrei fosse considerato un tributo a lui come artista e come persona.

Giorni fa, girovagando su Facebook, ho incontrato l’account di Massimo Wertmuller, il ché mi ha fatto precipitare indietro nel tempo e ritornare alla mente un aneddoto su di lui di parecchi anni fa.

Circa venticinque anni fa lavoravo come pony, facendo consegne per Roma. Non era insolito che io mi recassi a casa di personaggi famosi per fargli delle consegne.

Massimo WertmullerSpesso e volentieri, però, il mio entusiasmo per l’imminente incontro con un personaggio noto veniva spento dall’intervento di un portiere o di un inserviente che intercettava la mia consegna impedendomi di incontrarlo.

Questo non vuol dire che io non abbia avuto il piacere di trovarmi al cospetto, seppur fugacemente, con alcuni di loro.

Quel lontano giorno, ricordo, mi capitò una consegna in zona Prati, il cui destinatario era Massimo Wertmuller. Suonai e stranamente mi aprì proprio lui; rimasi stupito perché era proprio come lo avevo visto sullo schermo.

Massimo WertmullerAffabile, disponibile e sorridente, mi accolse alla porta dietro i suoi occhiali e quella capigliatura che da sempre lo contraddistinguono.

Approfittai del momento per palesargli le mie modeste conoscenze cinematografiche in cui lui appariva, e ricordo rimase stupito quando nominai il film, che peraltro mi era molto piaciuto, “In nome del popolo sovrano” dove Massimo compariva.

Rimase sorpreso forse per la mia età o forse per come ne parlavo compiaciuto e, rotti gli indugi, discorremmo per qualche minuto su questo ed altri film di quel genere che erano stati accolti tiepidamente dal pubblico, ma che erano indiscutibilmente artisticamente validi.

Massimo WertmullerNon potei esimermi dal fare una gaffe citando Lina Wertmuller, che peraltro avevo visto tempo prima per effettuarle una consegna nei pressi di piazzale Flaminio, mentre amabilmente parlottava con un’altra signora sul suo terrazzo.

La gaffe? Semplicemente citai la Lina credendo fosse sua madre, che proprio in quel momento, sentendosi presa in causa, si affacciò alla porta di casa, presentandosi come la madre di Massimo. Entrambi mi spiegarono che Lina era la zia.

Per uscire da quella impasse le chiesi se anche lei fosse coinvolta nel mondo del cinema. Mi rispose in maniera molto simpatica, dicendomi che lei con quel mondo di matti non aveva nulla a che fare e neanche pensava lontanamente di farne parte…

Con un grosso sorriso quell’incontro ebbe termine.

Poi, in questi giorni, per caso, incontrando il suo account su Facebook, questo ricordo mi è tornato alla mente e, davvero poco timidamente, con Messenger ho voluto salutarlo, raccontandogli questo piccolo aneddoto che era rimasto gelosamente custodito tra i miei ricordi.

Massimo WertmullerL’ho trovato schietto, molto alla mano, simpatico e disponibile, pronto alla battuta e assai diretto nel suo modo di pensare e vedere il cinema.

Ho sbirciato sulla sua pagina Facebook e aggiungo che, oltre ad essere un bravo attore ed una persona assai simpatica, ho visto che è anche un bravissimo vignettista, infatti pubblica i suoi disegni corredati di battute.

Inoltre ho avuto modo di capire che è particolarmente sensibile al mondo degli animali domestici e non e paladino dei loro diritti.

Semplicemente vorrei condividere questa piacevole esperienza affinché non si perda nei miei ricordi.

Un bravo attore, ma anche una persona che immediatamente si è dimostrata semplice e cordiale con uno sconosciuto.

Massimo esordisce in teatro nel 1976 con ‘Luci di Boheme’, frequenta la scuola di Gigi Proietti, fonda poi il gruppo comico ‘la Zavorra’.

Nel 1984 sotto la direzione della zia Lina esordisce sul grande schermo in ‘la fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia’.

Dopodiché è un crescendo tra film (circa quaranta) e apparizioni televisive in varie fiction e serie (un altra quarantina), tra cui ‘la squadra’, ‘RIS Roma’, ‘Squadra antimafia’… ed altri, ha anche all’attivo un paio di programmi televisivi e ha prestato la sua voce come doppiatore.

È stato sostenitore di ‘Medici senza frontiere’.

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