“Nessuno tocchi Eva”

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TEATROVID-19 il teatro ai tempi del Corona (verso la fine della pandemia? Ma intanto i contagi aumentato di nuovo…)

Teatro Testaccio
di Silvestro Longo e Marco Lapi, musiche Roberto Conrado

regia Marco Lapi

con Daniele Ferrari, Maria Loana Gloriani, Caterina Boccardi, Maria Cristina Capogrosso, Veronica Drikes

“Pazienza, disponibilità, compatibilità e dialogo sono le carte indispensabili per far durare un rapporto, ma soprattutto fondamentale, è il rispetto verso la donna…”

Valter Pigliucci il responsabile organizzativo del teatro Testaccio, mi ha invitato stasera alla “prima della prima”, una serata riservata a pochi, in vista del vero debutto ufficiale di questo spettacolo che ci sarà martedì. Devo dire che la sinossi pervenutami (un sunto è quello virgolettato all’inizio), mi ha portato fuori strada. Il titolo, almeno per me, è stato fuorviante, presagivo un dramma orientato sulla violenza verso le donne, invece mi sono trovato davanti ad una commedia brillante un po’ intricata.

Alessandro (Daniele) e Neva (Maria) sono una coppia che decide di andare a convivere, lui dal passato (neanche troppo passato) di sciupa femmine, lei una vamp, determinata e volitiva. Questa settimana di “prova” che lo sceneggiatore immagina, serve a dimostrare la loro compatibilità e a proiettarli in un futuro stabile. Sono infatti costantemente monitorati da una doppia figura immaginaria (Maria Cristina). La prima sembra rappresentare l’anima adolescenziale delle donne, la fanciullezza, la parte pura e sognatrice; manifestandosi con una vocetta squillante e l’atteggiamento infantile, (una specie di Trilly di Peter Pan). Lei è la presidentessa dell’Associazione “Nessuno tocchi Eva”. Appare come personaggio surreale, una sorta di voce fuori campo ispirata al “coro” delle tragedie del teatro greco, che si inserisce nella scena “congelando” gli altri e spiegandoci i retroscena. Lei è la figura preposta al controllo del progresso (o del regresso) di questa relazione e vigila a protezione della donna. Si alterna con l’altra figura, che sempre Maria Cristina impersona; quest’altra dall’aspetto e dalla presenza più matura ed adulta, arbitra l’andamento della situazione sentimentale tra i due in questa settimana. Una sorta di alter ego della coppia con funzione di super visore e critico. Direi che sono le due facce di una stessa medaglia.

Ad ogni volgere di un nuovo giorno, entra in scena Caterina, nei panni di una “boxing ring girl round”, sulla falsariga di quelle signorine che passano sul ring di pugilato tra un round e l’altro, scandendo con un cartello il numero della ripresa, in questo caso il giorno corrente fino alla domenica, quando si tireranno le somme della prova.

La coppia si dimostra subito passionale e sessualmente compatibile, ma è con il passare dei giorni che si evidenzieranno i caratteri, le divergenze e l’arrivo degli attriti. Neva, grazie a Maria, è molto espressiva e al contempo divertente, ha una voce stentorea che sa ben usare e che si sposa bene con questa donna focosa e determinata che porta in scena. La donna è però terrorizzata dal matrimonio e dall’essere fagocitata in un lungo rapporto sentimentale. La sua gelosia di fondo, nasconde evidentemente la sua insicurezza. I suoi dubbi su Alessandro sono confermati da una divertentissima portiera piuttosto chiacchierona Cesira (Veronica), dal marcato e divertente accento ciociaro. Lei, svela attraverso la sua semplicità priva di ogni senso inibitorio e di discrezione a Neva, quanto Alessandro sia apprezzato nel condominio e quanto si sia dato da fare con le donne che lo abitano, scatenando la sua gelosia. A rincarare la dose sopraggiunge una “speedy pizza girl”, una ragazza che consegnerà a casa le pizze ordinate precedentemente dalla coppia. Carola (Caterina), distrae ed attrae Alessandro con la sua esplicita civetteria e il suo abbigliamento succinto, entrando in competizione con Neva. Rivedremo Caterina in un personaggio analogo, Monica, la segretaria del capo di Alessandro, anche lei è civettuola e ammaliatrice, cercherà di circuire e di conquistare l’uomo. La fisicità e l’atteggiamento di Caterina sono perfetti per dare vita a questi personaggi. A completare il quadretto spunterà fuori “Andrea” (di nuovo Veronica), la ex di Neva che si nasconde dietro un nome solitamente maschile, che ovviamente Alessandro ignorava essere una donna… La presidentessa dalla vocina squillante in questa confusione è ora in piena crisi e non sa più di chi prendere le parti. Finisce la settimana e dunque anche la prova, mentre i nodi sono venuti al pettine. I due hanno svelato i loro lati negativi e messo in crisi l’unione.

Alla fine sarà un piccolo colpo di scena (neanche troppo chiaro), che finalmente chiarirà il significato del titolo della commedia a me e al pubblico finora rimasto oscuro.

Gli attori:

La “prima donna” della commedia, è indiscutibilmente Maria Loana, personaggio dominante e prorompente. Con la sua espressività, la sua particolare voce potente, ma soprattutto con la sua presenza scenica è sempre padrona del palco. A spiccare con i suoi personaggi “secondari” è a mio avviso Veronica, che ci propone con efficacia e bravura, due caratteri estremamente diversi tra loro; nonostante siano brevi apparizioni, lasciano il segno. Veronica sa essere essenziale e al contempo molto incisiva. Dimostra di di sapersi immedesimare bene nei personaggi e di saper ben “dosare” le parti che impersona. A mio avviso palesa in questo suo approccio in maniera piuttosto evidente, la sua grande preparazione tecnica. Efficace sia nella parte mascolina di Andrea, che in quella esilarante di Cesira. Caterina invece veste benissimo la parte della romanaccia coatta che consegna le pizze, sfrontata ed esibizionista la rivedremo muoversi efficacemente anche nei panni della provocante collega di Alessandro. Maria Cristina invece è tenerissima e dolcissima, con quella sua vocina stridula, sembra voler impersonare un cartone animato, opponendo a questo personaggio l’altro, quello che io identifico come l’ alter ego della coppia, più maturo, ponderato, profondo e serioso. Daniele è il più sfortunato, con coraggio affronta questa sfida e si sobbarca il difficile onere di sostituire all’ultimo momento il defezionario attore maschile titolare di ruolo. Cerca con impegno di entrare nella parte, interpretando però Alessandro più come una macchietta che non come il grande seduttore che dovrebbe essere.

Da semplice spettatore ho trovato lo spettacolo un po’ confuso, tanti, troppi i cambi di vestiti e di personaggio, che confondono lo spettatore. I nostri, gli va riconosciuto, si impegnano alacremente nel forsennato ed impegnativo lavoro di trasformismo, che a volte nel cambio di abito però li fa tardare nel rientro sul palco, lasciando dei vuoti sulla scena. In questo non sono certo aiutati dalla sceneggiatura, per altro a mio avviso un po’ troppo lunga e contorta. Credo che alcune parti andrebbero smussate se non tagliate, come gli stacchetti musicali cantati, che hanno lasciato perplesso non solo me. Alcuni passaggi mi sono sembrati poco chiari ed ingarbugliati, come la fine del primo atto per esempio piuttosto incerta, ed il finale, davvero poco chiaro. Immagino che dopo questo primo rodaggio qualche modifica verrà apportata allo spettacolo, così da permettere una più facile comprensione del testo, forse troppo pretenzioso. Troppo i temi che vuole affrontare: rapporto di coppia, crisi, omosessualità, tradimento insicurezza, violenza sulle donne… Il percorso della storia si dirama su troppi sentieri secondari che si accavallano tra loro facendo perdere il bandolo della matassa. Vediamo dopo questa prima esperienza difronte al pubblico come verrà modificata la commedia.

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