Palazzo Venezia a Roma

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Fu costruito tra il 1455 e il 1467 per volontà del cardinale veneziano Pietro Barbo, poi divenuto papa Paolo II (1464 fino al 1471). Edificato con materiale di riutilizzo proveniente dall’ Anfiteatro Flavio e dal Teatro Marcello.

Pietro Barbo, divenuto Paolo II, trasformò il palazzo adattandolo per accogliere re, ambasciatori e personaggi potenti della sua epoca.

Questi potevano accedere alla sua sfarzosa dimora dalla grande scala d’ ingresso sita in quella che oggi si chiama via del Plebiscito, ma che al tempo era conosciuta come via Papalis, una principale arteria viaria, che collegava il Laterano al Vaticano.

La scala monumentale venne rinnovata negli anni Venti del Novecento, più esattamente tra il 1924 e il 1930, su progetto dall’architetto Luigi Marangoni. Viene chiamata “Scala Nova” per distinguerla da quella precedente risalente al 1911, realizzata invece da Camillo Pistrucci.

Il marmo di cui è composta è del travertino proveniente dalle cave di Tivoli. Costituita da sei rampe per un totale di 127 gradini è sostenuta da pilastri e da capitelli ispirati al palazzo Quattrocentesco. Sui 150 capitelli si celebrano i momenti più gloriosi della Terza Guerra d’Indipendenza del 1866 e della Prima Guerra Mondiale del 1915-1918.

Alcune pitture ancora visibili all’interno del palazzo sono attribuite a Donato Bramante che le realizzò nei primi del Cinquecento.

Molte parti della struttura hanno subito rimaneggiamenti negli anni Venti del Novecento che hanno cercato di ripristinare le antiche pitture, i pavimenti marmorei e i soffitti lignei, questi ispirati a quelli della Quattrocentesca vicina basilica di San Marco. Nel soffitto trovano posto gli stemmi del Regno d’Italia, del comune di Roma e il leone di San Marco.

Interessante è la Sala del Mappamondo, che negli anni Venti fu scelta da Benito Mussolini per stabilirvi il proprio Quartier Generale.

La sua scrivania era posta vicino al camino, proprio qui riceveva i suoi ospiti. Da qui il duce raggiungeva facilmente il famoso balcone posto su piazza Venezia per arringare alla folla. Oggi le chiavi per accedere al balcone sono custodite personalmente dal presidente della Repubblica.

La decorazione della sala risale al Quattrocento, anche se la stanza come il resto del palazzo ha subito profonde modifiche, che si possono ancora notare sul pavimento. Questo ripropone un mosaico ispirato all’epoca romana, ma come gli altri simboli sparsi nella sala è chiaramente di stampo fascista.

Molto bella è la loggia esterna su due ordini, questa è affacciata sul cortile interno su un bellissimo giardino e posta proprio di fronte alla facciata della basilica di San Marco. Voluta da papa Paolo II, venne costruita nel 1466 con i marmi asportati dal Colosseo e dal teatro Marcello.

Sul muro di fondo si trova un fregio e dei busti, uno di San Marco evangelista e l’altro di San Marco papa, opere ispirate allo stile di Antoniazzo Romano. Da qui Paolo II si affacciava per concedere la benedizione ai fedeli.

Il secondo ordine fu completato solo dopo la morte del papa dal suo amato nipote. Tra i due ordini si alternano gli stemmi dei Barbo con il leone rampante e altri con simboli legati al papato.

L’appartamento di Pietro Barbo venne costruito nel 1455 quando l’uomo era ancora cardinale. Comprendeva ambienti di servizio, una stanza da letto, uno studio, privato, tutti ben collegati alla loggia delle benedizioni di San Marco.

Si aggiungevano poi due sale di rappresentanza la Sala del Pappagallo (che poi divenne sede del Gran Consiglio del fascismo), cosiddetta perché qui venivano custoditi alcuni esemplari di questi uccelli e la Sala dei Paramenti, così chiamata per via della presenza degli abiti da cerimonia usati dal pontefice. La sala è anche nota come Sala delle fatiche di Ercole per le pitture del 1470 che raffigurano il semidio.

Oggi Palazzo Venezia è divenuto Museo Nazionale, già solo lo stesso palazzo per le sue pitture, i pavimenti, la scalinata, le logge e il bellissimo giardino rappresenta un pezzo di storia.

Come se non bastasse ospita una collezione di reperti storici interessanti e di valore: oltre 14.000 tra pitture, sculture, ceramiche, vetri, mobili, tessuti, arazzi, argenti, gioielli, metalli, bronzetti, terrecotte, vasi e piatti decorati, una vasta collezione di ceramiche orientali, reperti archeologici di varie epoche, arte sacra e una bella sala darmi con armature e armi bianche e da fuoco.

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