Muri d’autore a Roma e nel Lazio: 460 scatti salvati dal tempo

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Con l’omaggio a Massimo Marino

Di Miria Maiorani

C’è una luce speciale che a Roma, all’ora del tramonto, colora di rosa i marmi antichi e le arcate del Colosseo. Ma oggi, quella stessa luce accende qualcosa di completamente nuovo: i colori della Street Art che stanno ridisegnando le periferie romane e i borghi del Lazio.

Si tratta di un dialogo profondo tra la storia millenaria e la creatività moderna, dove il cemento della città si trasforma in un racconto continuo che non cancella affatto il passato, ma ne eredita la forza e la voce sociale.

Tutto questo affascinante mondo è racchiuso nel nuovo libro La street art a Roma e dintorni. Le città dipinte: viaggio tra i nuovi distretti creativi di Roma e del Lazio”, pubblicato da Edizioni Efesto.

Il volume, scritto a quattro mani da Stella Maresca Riccardi e Antonio Doldo, nasce da un lavoro immenso e appassionato, reso possibile grazie allo straordinario archivio fotografico che Antonio Doldo ha raccolto in oltre dieci anni di scatti in giro per il territorio.

A curare la complessa struttura visiva del libro, valorizzando ogni singolo contributo, è stata la preziosa collaborazione di Silvia Vollera.

Il volume si presenta come una vera e propria opera documentaristica, arricchita da circa 460 foto.

Ogni immagine è accompagnata da didascalie dettagliate che riportano l’autore del murale, il nome del progetto e la data esatta dello scatto.

Questa scelta è fondamentale per dare una precisa dimensione temporale alle fotografie: nel libro, infatti, sono impresse opere che oggi non esistono più.

D’altronde, la natura effimera è la caratteristica arcinota e intrinseca di questa forma d’arte, e il volume ha il grande merito di salvarne la memoria storica dall’usura del tempo e del meteo.

Durante l’entusiasmante serata di presentazione, moderata con grande ritmo e professionalità da Fabrizio Pacifici, gli autori e gli artisti presenti in sala hanno dato vita a un dibattito serrato, trasformando l’incontro in un racconto vivo su cosa sia diventata l’arte urbana oggi.

A fare da sfondo alle parole dei relatori la proiezione di un video con le immagini dei vari murales contenuti nel volume.

Il video della serata si apre proprio con le immagini del monumentale murale dedicato a Massimo Marino, un’opera che sta diventando sempre più iconica, leggendaria e amata dai romani.

Un viaggio geografico oltre il Raccordo Anulare

Ad aprire la serata è stata l’autrice Stella Maresca Riccardi, che ha introdotto l’opera spiegando la forte connessione tra la Roma antica e quella moderna, svelando le origini del progetto e come la collaborazione con l’archivio di Doldo abbia dato vita a questa mappatura.

Subito dopo, Antonio Doldo ha preso la parola per spiegare il senso profondo delle sue foto, animate dalle opere di tantissimi artisti, molti dei quali seduti proprio tra il pubblico.

Doldo ha confidato che il libro ha un’origine lontana e nasce dal desiderio suo e di Stella di offrire una visione personale e aggiornata dell’arte contemporanea.

Ha sottolineato di aver voluto usare volutamente la definizione di “arte contemporanea” perché il termine “street art” rischia ormai di essere riduttivo e non al passo con i tempi.

La street art degli anni ’90, così come l’abbiamo inizialmente conosciuta, si è infatti evoluta profondamente.

La struttura del libro segue un percorso prettamente geografico: si snoda inizialmente nel circuito urbano intorno al Grande Raccordo Anulare, per poi spingersi con forza all’esterno, fino ad arrivare alle province del Lazio.

street art di Roma e Dintorni Doldo

Stella Maresca Riccardi Ale Senso, Fabrizio Pacifici, Antonio Doldo, Zatox

Gli autori hanno voluto documentare non solo i grandi murales istituzionali, ma anche la poster art, un’arte effimera che dura pochissimo e viene utilizzata spesso per lanciare messaggi sociali immediati, senza dimenticare l’analisi dei luoghi abbandonati e delle aree industriali dismesse.

Chiaramente, come ricordato in sala, le opere inserite sono solo una selezione del vasto patrimonio laziale, ma a fare da perfetto manifesto a questo legame con il classico c’è la splendida copertina del libro firmata da Ozmo, che ha dipinto la parete del Tribunale di Rieti richiamando nettamente l’arte classica rispetto all’arte di strada tradizionale.

Le voci e i messaggi degli artisti in sala

La presentazione è entrata nel vivo con gli interventi degli artisti che hanno arricchito il volume con le loro opere e le loro storie.

Omino 71, celebre per i suoi supereroi pop, ha spiegato al pubblico che i personaggi dei fumetti sono in realtà solo un pretesto visivo, un gancio per attirare l’attenzione della gente su messaggi molto più complessi.

street art di Roma e Dintorni Doldo

Ha raccontato, ad esempio, di quando ha collegato Capitan America alla figura di Pier Paolo Pasolini per spingere a leggere un periodo storico in cui il fascismo sembra ritornare.

L’icona riconoscibile serve a creare un contatto con lo spettatore, e sta poi all’artista trovare il nodo per interessarlo a qualcos’altro.

Lo ha rifatto mescolando il volto di Ingrid Bergman nel film Europa ’51, dove si parlava della frattura tra ricchi e poveri, e ha ribadito il concetto nel 2015 colorando provocatoriamente il mare di rosso per denunciare la più grande strage di migranti nel Mediterraneo di quell’anno.

Subito dopo è intervenuta Alessandra Carloni, che porta sui muri uno stile onirico e dichiaratamente fiabesco.

L’artista ha confessato che non si può mai prevedere l’effetto che un’opera provocherà sul pubblico.

Il suo lavoro si focalizza nel cercare un elemento reale del territorio, guardandolo però attraverso il proprio filtro narrativo, che è una favola colorata.

Questo approccio permette di trattare anche tematiche profonde, ma sempre con un prezioso velo di leggerezza.

Il dibattito si è poi animato con le testimonianze di Zatox e Ale Senso.

Zatox, la talentuosa artista venezuelana, ha raccontato come ogni città trasmetta vibrazioni e storie diverse, che inevitabilmente influenzano la ricerca dell’artista e si traducono sul muro.

Nel suo lavoro c’è un filo conduttore cromatico molto rigoroso: usa il bianco per rappresentare la luce, il nero per dare corpo alle ombre che ognuno di noi ha dentro di sé, e il rosso per raccontare l’amore e la parte più viva e positiva delle persone.

Infine, Ale Senso ha analizzato il concetto della street art alle sue origini, ricordando quando le opere erano principalmente clandestine, mentre oggi si muovono quasi sempre su commissione.

Ha spiegato che la maggior parte degli artisti della sua generazione ha cominciato nel filone “purista” del writing e dei graffiti, che dominavano la scena fino al 2005, prima che la street art si affacciasse in modo più commerciale.

All’epoca si andava in strada per fare qualcosa di assolutamente spontaneo, che non era vandalismo ma semplice espressione di sé.

Per Ale Senso, la strada è stata la ricerca di uno spazio libero, trovato negli edifici dismessi, dove far collimare l’attività concettuale e performativa studiata in Accademia.

Nel tempo, l’entità del muro libero è diventata istituzionale, portando gli artisti a confrontarsi con delle commissioni e a mediare; un percorso a cui l’artista si è adeguata, cambiando la percezione stessa dello spazio e cercando oggi, davanti a ogni muro, un dialogo sincero con il luogo e con le tematiche proposte.

Il senso di un viaggio a cielo aperto

La serata si è conclusa con la consapevolezza che questo libro non è solo un catalogo di immagini, ma un vero e proprio racconto della nostra storia e della nostra identità. “La street art a Roma e dintorni” si rivela così una guida indispensabile per chiunque voglia riscoprire il territorio del Lazio con occhi nuovi. Ci ricorda che l’arte contemporanea ha abbandonato i salotti chiusi dei musei per scendere marciapiede dopo marciapiede, guarendo le ferite del cemento e restituendo un’anima e una voce ai luoghi che viviamo ogni giorno.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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