Insidie stradali: la responsabilità della pubblica amministrazione

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Tutto quello che bisogna sapere per essere risarciti

Dopo il 26 febbraio, giorno della nevicata, è esplosa in tutta la sua drammatica realtà la situazione – assolutamente inaccettabile per una città ed una capitale così importante, ricca di storia e di arte quale Roma – legata alla situazione manutentiva delle strade a causa della presenza di gravissimi “dissesti”, per non voler utilizzare parole più appropriate quali “buche” e “voragini”.

Ciclisti, motociclisti e automobilisti, ogni giorno numerosi utenti della strada sono coinvolti in sinistri legati proprio alle buche presenti sulle strade con conseguenti danni fisici e materiali ai veicoli, con conseguenti domande di risarcimento.

buca romaMa l’ente proprietario del tratto di strada dissestato è sempre responsabile dei danni causati a seguito della omessa manutenzione? E cosa deve fare l’utente vittima del sinistro per poter legittimamente avanzare domanda di risarcimento danni?

In questa materia opera l’istituto della responsabilità per danni cagionati da cose in custodia: l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito, salvo provare il caso fortuito, si presume responsabile dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione.

Il danneggiato deve provare il nesso di causalità tra la percorrenza della strada e l’evento di danno causato dalla presenza di una buca sul manto stradale; è esonerato, invece, dalla puntuale dimostrazione della pericolosità e delle caratteristiche intrinseche della strada.

Tuttavia, non tutte le condizioni anomale di manutenzione del manto stradale danno luogo automaticamente al risarcimento dei danni a seguito di sinistri, ben potendo venire in rilievo anche la condotta del danneggiato: “quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata con l’adozione delle cautele da parte dello stesso danneggiato normalmente attese in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso”.

La situazione attuale di dissesto del manto stradale è tale che, a prescindere dalla pubblicità del fatto e dal generale obbligo di prudenza e di ragionevole regolazione della propria condotta, al fine di evitare le buche gli utenti della strada sono spesso costretti ad eseguire brusche manovre di cambio di direzione anche con invasione delle opposte corsie di marcia e non vede chi non vuole come tale stato di cose sia assolutamente pregiudizievole per la pubblica incolumità.

Ad una eventuale condotta di guida non precisamente rispettosa dei principi sopra richiamati non potrebbe ragionevolmente essere attribuita efficacia elidente del nesso di causalità, con conseguente esclusione di qualsivoglia obbligo risarcitorio a carico dell’ente proprietario della strada.

Ciò che dovrà, invece, essere oggetto di accertamento saranno le circostanze fattuali contingenti (stato dei luoghi, orario e modalità dell’accadimento) ed il grado di attenzione richiesto al danneggiato stesso in relazione alle circostanze al fine di determinare l’eventuale sussistenza di un concorso di responsabilità.

Ma come può tutelarsi una vittima della omessa manutenzione stradale al fine di avanzare legittima richiesta di risarcimento del danno?

I consigli sono molto semplici, che valgono in generale per qualsiasi ipotesi di sinistro: fotografare il luogo del sinistro e il veicolo coinvolto, richiedere l’intervento di una pattuglia della polizia municipale e far redigere apposito verbale facendo attenzione alla menzione dell’insidia, raccogliere eventuali testimonianze avendo cura di raccogliere gli estremi anagrafici dei testimoni.

guarda anche: https://www.viviroma.tv/?s=buche+Roma

video di @Guglielmo Mastroianni

https://www.facebook.com/guglielmo.mastroianni.10/videos/10215792206187241/

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Daniele Colobraro

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