Di sogni, di moda

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Storie di giovani stilisti fuori sede, le nostre radici nella moda.

Quando si è piccoli, il nostro mondo si racchiude in quello che conosciamo, i luoghi, le persone, le nostre cose; e ogni qual volta da soli, percorriamo una nuova strada, una nuova avventura… è una conquista!

Noi artisti del sud conosciamo bene il significato di conquiste e di reinventarci in nuove sfide, di porte chiuse in faccia, di mail a cui non avremo mai una risposta.

La conoscenza, nel genere umano, aiuta ad acquisire consapevolezza e autostima. Per questo motivo siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che aiuti il nostro “IO” a trovare il percorso che ci accompagna nella vita, dove ci sentiamo sereni, unici. Questa ricerca si proietta a 360 gradi della nostra esistenza: gli affetti, gli amori, le amicizie, i luoghi e anche nel nostro lavoro…soprattutto il lavoro.

Perché il lavoro soprattutto ci tocca da molto vicino?
Perché è il mezzo che ci dà la possibilità di realizzare i nostri desideri, ma anche il mezzo con cui esprimiamo il nostro essere nella collettività, che ci integra, affermando la nostra unicità socio-culturale in questa società e quando questo non viene soddisfatto la nostra ricerca va oltre, non a caso questa voglia di conoscenza e anche la necessità che ci spinge a guardare al di là del nostro orizzonte, ed infine emigrare verso nuove possibilità e certezze e quindi a lasciare la nostra terra di origine.

Ovunque noi andremo, non perderemo mai le nostre radici, forti e intrinseche nel nostro DNA, anche se la voglia di crescere ci spinge oltre, la stessa voglia ci fa ritornare al desiderio di sentirci a casa, gli odori, i sapori, la bellezza, i tramonti, i colori ed il calore della nostra amata terra.

Quando si va via è perché ci manca lo spazio per il nostro progetto di vita, ma quando si ritorna, é un richiamo al quale, come il canto delle sirene nell’Odissea, ti riporta a sé… non credevo fosse così forte!

Il richiamo di questa terra é nel nostro sangue e con essa anche la nostra arte…

Il sogno che mi ha spinto a lasciare la mia terra, é stata la voglia di successo, ma col tempo ho capito che é semplicemente la voglia di ritornare, eh si!

Lasciarla per poi tornare e viverla in tutto il suo splendore; solo dal di fuori ci si accorge di tante sfumature di questa straordinaria terra. Molti di noi ex adolescenti lasciammo la Puglia, nel mio caso sognavo New York, ma mi son fermato a Roma per studiare, da lì in poi ho girato il mondo alla ricerca di me, nella moda, sono uno stilista, e questo lavoro mi ha dato l’opportunità di girare molti paesi, di fare molte conoscenze, di avere molte gratificazioni, ma c’è sempre un piccolo vuoto che mi porto dietro ovunque, la mia Puglia, quel vuoto si colma ogni volta che ritorno, scendendo dal treno, mi basta una boccata d’aria per rigenerarmi.

In uno di questi viaggi, tra una sfilata e l’altra, in occasione di una premiazione in Sicilia ho conosciuto un brand di due stilisti, uno pugliese e l’altro siciliano, sin da subito l’appartenenza alla stessa terra ci ha richiamato, facendo nascere in noi una bella amicizia e per questa nostra amicizia, stima e conterraneitá ho rivolto a loro qualche domanda, per capire se effettivamente questo richiamo c’è e se, come me, anche loro lo ritrovano nel loro lavoro: Francesco De Feudis e Salvatore Casella CRISTO’COUTURE.

sogni moda stilisti pugliesiUno stile che si distingue, il loro, un neo barocco dove ritroviamo l’unione della Puglia con la Sicilia è soprattutto l’amore per il loro lavoro…

Francesco, parlami del tuo Brand
Il Marchio Cristo’Couture nasce nel 2002 dalla mia collaborazione con Salvo Casella.
Cerchiamo sempre l’ispirazione nell’amore per la cultura, i colori, i modi e le tradizioni propri del sud Italia.
Un percorso che sceglie consapevolmente ritmi lenti e savoir-faire artigianale come base di creazioni esclusive, frutto di infinite suggestioni apparentemente inconciliabili.

Pizzo, tulle e organza subiscono un inesausto processo di trasformazione, destrutturati e ricomposti in modo sorprendente di collezione in collezione.

Numerose sono state le fortunate collaborazioni in questo ultimo anno e molti i personaggi del mondo dello spettacolo e della TV, che hanno voluto indossare i nostri capi esclusivi, tra ospitate TV, eventi e Sanremo 2020.

Francesco, cosa ti ha spinto ad andare fuori dalla Puglia?
La mia è stata una decisione presa per necessità. Nel 2004 avevo inaugurato l’atelier Cristo’couture in Puglia, dove sono nato e dove è nato il mio sogno da ragazzo.

Purtroppo nel 2006, a causa di problemi non dipendenti dal lavoro, ho dovuto chiudere l’attività. Con tutte le conseguenze del caso dovute alla perdita dell’intero investimento.

In conclusione l’alternativa di ricominciare tutto nuovamente ed in una nuova regione è stata legata alle origini natie siciliane del mio socio.

Cosa ti porti dietro quando vai via dalla tua terra?
Mi ritengo una persona abbastanza fortunata, tra la Puglia e la Sicilia, casco bene in entrambi i casi, ma dietro mi porto sempre un pó di nostalgia nel lasciare la mia famiglia, gli amici, i profumi e i sapori della mia infanzia che cerco di rivivere ogni qualvolta che riesco a ritornarci.

Ci sono segni delle tue radici nel tuo lavoro?
Certamente, sempre.
L’anno scorso, ad esempio, dopo un profondo restyling, il Marchio della Maison Cristo’Couture è stato rilanciato.

L’ispirazione della collezione che mi ha dato la possibilità di riaccendere i fari della ribalta, è stato proprio un binomio tra le due terre che più amo, la Puglia e la Sicilia.

A farne da padrone è stato il barocco nella luce abbagliante riflessa dalle candide case di Ostuni, nei marmi e nei mirabolanti ghirigori di quello siciliano.

Raccontaci cosa ti manca di più della Puglia
Cerco di non pensarci, e di non farmi mancare nulla perché porto sempre tutto con me, nel mio sangue e nel mio cuore.

Le radici le portiamo sempre con noi e ovunque, lasciarla per sentirne la mancanza; anche questo é la Puglia.

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