Max Smeraldi e Freddy Rising: la strada maestra è il rock

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Max Smeraldi e Freddy Rising
La strada maestra è il rock

Rockers DOC e veri amanti della musica: due professionisti che si sono messi in gioco per seguire la “Strada Maestra” della musica. Li abbiamo intervistati in esclusica per i lettori di VIVIROMA.
Max Smeraldi (M. S.), chitarrista e Freddy Rising (F. R.), cantante, potete presentarvi ai nostri lettori? Il vostro cd si chiama “STRADA MAESTRA”. Come è nato il disco e chi vi ha partecipato nella registrazione? Qual è la “Strada Maestra” da seguire?
(F. R.) Siamo due amici con percorsi paralleli che finalmente si sono incontrati per alcune collaborazioni e per questo lavoro scritto a due mani con grande gioia. Il disco nasce dall’esigenza di uscire con un lavoro che rinnovasse il rock italiano degli anni ’70 e al quale ci riferiamo stilisticamente, sia straniero che italiano. Vi hanno partecipato Emiliano Eme Laglia al basso, Luca The Animal Federici alla batteria ed Eric Corrado alle tastiere. Poi c’è stato l’apporto di Fabio Lanciotti alla chitarra ritmica, tastiere e arrangiamenti, Daniele Zangara alle percussioni ed Hessam Entezar Gohfran al tar.
(M. S.) La strada da seguire è sempre quella del cuore, nel nostro specifico caso abbiamo scelto la strada che appartiene al nostro cuore che è Rock! Anzi, Hard Rock ma cantato in Italiano.
(F. R.) La strada maestra è il rock come cita la nota all’interno della copertina del CD metabolizzato e vissuto in quasi 30 anni di attività. E’ il nostro respiro ed una forma d’arte che si è coniugata con ogni genere musicale: dal rap alla classica, dal folk alla musica araba e via dicendo.

Ascoltando i vari brani si nota un’intensa energia nelle canzoni. Quasi come se fosse un live. Molto diretto e ben suonato. Come componete di solito i pezzi?
(M. S.) Non abbiamo uno schema standard per la scrittura dei pezzi, di solito io ho un’idea di melodia e accordi che propongo a Freddy e lui, poi, in base alla metrica disponibile, scrive il testo.
(F. R.) I brani sono nati da alcune idee messe poi a punto nella Bat-caverna insieme a Max che ne ha curato la struttura. In genere Max propone riff e strutture musicali sopra le quali cucire i testi che devono avere un certo impatto.

Il vostro stile è facilmente riconducibile ai grandi classici del Rock e dell’Hard Rock degli anni ’70 ed è cantato tutto in italiano. Come mai questa scelta coraggiosa?
(M. S.) Il concetto di cantare in Italiano non è mai caduto in prescrizione, già dal 1984, quando sia io che Freddy militavamo in band diverse, esistevano e godevano anche di ottima salute, band come gli “Alter Ego”, Sos, Rovescio della Medaglia, Banco del Mutuo Soccorso, Orme, etc. che suonavano rock con contaminazioni diverse, ma in Italiano. Noi oggi con “Strada Maestra” abbiamo scelto di ispirarci fortemente ai presunti insegnamenti che il rock anglosassone ha sempre creduto di presentarci in anteprima e quasi senza diritto di replica; ecco la nostra risposta a chi ha sempre creduto di essere unico, ma che poi unico non è mai stato.
(F. R.) I gruppi di riferimento sono ovviamente Purple , Whitesnake, Hughes, Rainbow per quanto riguarda le sonorità, ma i testi li ho voluti fortemente in lingua madre proprio per il discorso che facevo prima. Il rock è universale, non c’è nessuna regola che impone di cantarlo esclusivamente in inglese. Questa è la nostra scommessa

Quali sono i vostri ascolti? C’è un disco che vi ha cambiato la vita? Nel senso che dopo averlo ascoltato dentro di voi è scattata la molla che vi ha fatto dire: io voglio fare il musicista?
(M. S.) Si. Nel mio caso fu una musicassetta regalatami da un amico che abitava nel mio stesso palazzo. Era il 1972 e mi disse: “A te che piace suonare la chitarra, prova ad ascoltare questo, io non c’ho capito niente!”. Era intitolato “I’m a man” e lui era Jimi Hendrix! Da lì, la folgorazione…
(F. R.) Ascolto ogni genere: dal progressive al rock alla musica popolare italiana degli anni 70 anche se il mio mito è Frank Zappa un artista che mi ha insegnato la libertà espressiva e a fare di testa mia: controcorrente. I dischi che mi hanno cambiato la vita sono 2: uno è “Led Zeppelin II” portato da un mio amico da Londra nel lontano 1972 (avevo 12 anni) che mi sconvolse per la sua sonorità e il secondo la Bibbia del “Rovescio della Medaglia” che considero il primo disco di rock cantato in italiano. Se siamo qui è per l’impatto che hanno avuto sulle nostre vite.

Rispetto a qualche anno fa il modo di fare e presentare la musica è cambiato. Oggi con i social, iTunes e gli mp3 arrivare a tante persone in modo più rapido è forse più semplice. Tu come vivi la relazione tra la musica (quella che fai) e i social network?
(M. S.) Vedi, una volta il talento veniva scoperto da chi era preposto a farlo. L’artista veniva proposto a chi di dovere e il percorso per arrivare a realizzare un disco era, si più impervio, ma era comunque un prodotto analizzato, selezionato e prodotto soprattutto da personale altamente specializzato che sapeva indirizzarti, produrti, promuoverti (live compresi) per poi avere un loro ritorno economico grazie a te. Tanta attenzione e grande professionalità che oggi, con l’avvento dei social e dei mini computer che ti permettono di registrare, con qualità, CD a casa, non si ha più.
(F. R.) Sono abbastanza presente sui social, ma li uso per pubblicizzare eventi o per i dovuti ringraziamenti a chi solleva il culo dal divano per venire a sentirmi nei vari progetti musicali che porto avanti. Molto è cambiato, certo, ma resto un artigiano, nel senso che ho un rapporto diretto con tantissime persone che mi seguono da anni. Ci incontriamo al di fuori dell’ambito dei concerti. Inoltre creo e stampo ancora locandine e flyer di carta e non è raro vederli in giro nei bar, negozi di dischi etc.

Domanda per Freddy Rising: hai suonato e partecipato a tantissimi progetti sia in studio che dal vivo. Si può dire che sei un veterano della scena Hard/Heavy di Roma? Potresti descriverla con una frase o un aneddoto?
La scena underground di questa città è viva e presenta band e progetti validissimi. Ci sono tanti problemi relativi ai costi della musica dal vivo e al calo di presenze ai concerti, ma questo non cambia nulla per chi fa della musica una ragione di vita.

Domanda per Max Smeraldi: Max, il chitarrista! Il tuo modo di suonare è fantastico. Per descrivere il tuo stile e l’approccio allo strumento uso il titolo di un disco uscito qualche anno fa: “PASSION, GRACE AND FIRE”. Potresti dirmi tre chitarristi che rappresentano per te PASSIONE, GRAZIA e FUOCO?
Passione = J. Hendrix; Grazia= Eric Johnson; Fuoco= Y. Malmsteen.

Farete dei live per supportare il disco? I vostri contatti e dove possono acquistare il CD?
(F. R.) Abbiamo presentato, con ottimo successo, il nostro lavoro al Contestaccio di Roma a novembre 2017 e torneremo a suonare sab. 13 gennaio 2018 al Defrag. Stiamo poi lavorando per suonare fuori Roma. Ci trovate sulle rispettive pagine FB freddy rising/max smeraldi e Strada Maestra. Potete trovare il nostro CD presso: “Ace Records”, Viale Tirreno 113 – Roma; “Birdland Strumenti Musicali”, Galleria Garibaldi 15 – Civitavecchia; “Bracciano Musica” Via delle Magnolie 6 – Bracciano; “Tattoo Music Strumenti Musicali”, Viale Italia 97 – Ladispoli ed ai nostri concerti, ovviamente.
(M. S.) Si, Freddy sta mettendo in ordine diverse date che ci porteranno in giro per il Centro Italia dove con l’occasione venderemo in loco il CD altrimenti lo si potrà trovare nei punti suggerirti da Freddy.

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