Le Dee-cadute Monologo scritto e interpretato da Francesca Nunzi Teatro degli Audaci

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TEATROVID-19
Il teatro ai tempi del corona
Attraversando la terza fase

Lo dico subito: non sarò imparziale!
Adoro Francesca, una delle prime attrici che ho visto in teatro prima che il Teatro mi infettasse e mi rendesse un suo adepto!
La vidi in duetto con Diego Ruiz in “Catz”, un esilarante tentativo di fare un improbabile musical, poi nel monologo ‘Volevo fare la mignotta’, storia delle più grandi donne emancipate della storia dai tempi da Eva in poi…fantastica! In duetto con Battista e in film e fiction sul piccolo e sul grande schermo.

Già allora la adoravo e ancora non me ne rendevo conto.
Schietta, alla mano, simpatica, autoironica, irriverente, sarcastica, ma soprattutto brava, brava davvero, come attrice e come cantante.
In lei vedo alcuni aspetti della nostra Anna Magnani, quella romanità vera ormai dimenticata, quella col cuore in mano, verace, autentica, come la sua spontaneità e la sua autenticità, come donna e come artista; aggiungiamo un pizzico di Cinzia Leone, altra grande artista, e proprio un assaggio di Gabriella Ferri… ma soprattutto tanto, ma tanto di…Francesca Nunzi!

Stasera propone questo irriverente monologo, interpretando delle sgangherate ed assai umane dee dell’olimpo, piuttosto terrene, caserecce e divertenti.
Un viaggio nella mitologia ellenica raccontata con un linguaggio moderno e contemporaneo.
Come se queste divinità volessero essere comprese e spalleggiate, si confidano e si sfogano con noi, rivelandosi più umane di quanto avessimo mai potute immaginare.

È questa capacità che rende Francesca unica nel suo genere.
Un ironico saggio su ciò che di più umano e casalingo c’è delle donne e che si amplifica e si esaspera prendendo forma in queste dee.
Uno spettacolo che non può non ricordare il già citato ‘Volevo fare la mignotta’ in cui Francesca scomoda ironicamente la parte più libertina ed emancipata di famose figure storiche femminili tirandone fuori il meglio/peggio, proprio come stasera, riuscendo immancabilmente a farci ridere.

E così Giunone, Minerva, Venere, Diana ed Ebe manifestano il lato più umano e femminile/terreno.
Mentre scivolando rassegnate verso la vecchiaia, manifestano più o meno sommessamente i loro problemi con la sessualità, ma soprattutto con il sesso opposto, che ormai si dedica e si distrae con la giovane e rampante nuova generazione.

Ma affrontano anche temi che toccano gli stereotipi della figura femminile con cui le dee, così come le donne, spesso sono in conflitto o che accettano amaramente: la bellezza che sfiorisce, desideri inespressi o soffocati, destini predestinati, la sudditanza ai maschi o agli schemi…

Francesca ha un suo stile maturato in tutti questi anni che la contraddistingue: sarcastico e ironico, tocca gli argomenti più espliciti, facendolo con tatto e misura, mai volgarmente, giocando con non detti e più palesi ambiguità ma sempre con sottile ironia.
E’ una forza della natura anche quando si esibisce nel canto; chiude infatti la storia di ogni personaggio presentato con una canzone, utilizzando la sua voce dolce, potente e profonda che sa modulare e misurare efficacemente. Ho l’impressione che, se non la domasse e la facesse uscire senza contenerla in tutta la sua potenza, le prime file di spettatori si cappotterebbero a terra!

Ci diverte e ci intrattiene con la sua casta comicità, tenendo banco per un ora e venti con puro e dotto divertimento. Flirtando con il pubblico, lo erudisce anche sulla mitologia ellenica, sciorinando genealogie e poteri delle divinità prese in esame, con un sarcasmo tutto Nunziano. Il suo marchio di fabbrica è presente ovunque e sempre riconoscibile, chi la conosce non mi smentira’.
Simpatica, cordiale e disponibile con il suo pubblico, è un’ artista che non si dimentica di chi la segue, sia dopo lo spettacolo che sui social; è sempre molto naturale, spontanea e presente, e questo a mio avviso è una qualità molto importante.
È amata dal suo pubblico perché lei ama il pubblico che le è assai affezionato.

Com’è andato lo spettacolo? Neanche a dirlo, impeccabile, professionale. Francesca Nunzi sa divertire e divertirsi interagendo con i presenti e improvvisando prontamente ad ogni risposta non prevista.
Una professionista, una dea del palco.

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