Cinque film per raccontare la crescita, cinque storie per esplorare il rapporto tra cibo e società, un luogo che punta a diventare un nuovo punto di riferimento culturale per il territorio.
Dal 30 ottobre all’11 dicembre 2026, il cinema torna protagonista al Casale della Massima, a Roma, con Vado al Massima – Cinema e comunità, il progetto che mette in relazione studenti, cittadini e appassionati attraverso le immagini, il confronto e la partecipazione.
Promossa e sostenuta dal Municipio Roma IX EUR, l’iniziativa è ideata dall’Associazione Culturale Marte 2010 in collaborazione con Associack Distribuzione.
Dopo il festival estivo del 5, 6 e 7 giugno, che aveva trasformato il parco del Casale in un’arena cinematografica sotto le stelle, la rassegna riparte con un programma autunnale articolato in due percorsi: uno dedicato alle scuole superiori del territorio, l’altro rivolto al pubblico adulto.
L’obiettivo è andare oltre la semplice proiezione. Perché un film può aprire una discussione, mettere in crisi una certezza, aiutare a riconoscersi in una storia o a guardare il mondo da una prospettiva diversa.
Vado al Massima, il cinema incontra le nuove generazioni
Da L’attimo fuggente a Juno, cinque film per parlare ai ragazzi
Il percorso rivolto alle scuole si intitola L’elogio dello stupore e la conquista dell’altrove e mette al centro le domande che accompagnano la crescita: chi vogliamo diventare?
Quanto pesano le aspettative degli altri? Come si trova il coraggio di scegliere la propria strada?

Sono cinque i film selezionati per le matinée, pensate come occasioni di visione e confronto per gli studenti.
Il programma si apre venerdì 30 ottobre con L’attimo fuggente di Peter Weir, il film che racconta un insegnante capace di incoraggiare i propri studenti a sviluppare pensiero critico e creatività, in un ambiente scolastico condizionato dalle aspettative familiari e sociali.
Venerdì 13 novembre sarà la volta di Will Hunting di Gus Van Sant. Il protagonista è un giovane con un talento matematico fuori dal comune, impiegato nelle pulizie e segnato da un passato difficile.
L’incontro con un terapeuta e una ragazza lo porterà a confrontarsi con le proprie ferite e con le possibilità che il suo talento gli offre.
Venerdì 20 novembre arriva Lady Bird di Greta Gerwig, storia di un’adolescente che affronta l’ultimo anno di liceo, divisa tra il desiderio di lasciare la propria città, le prime relazioni sentimentali e un rapporto con la madre fatto di affetto e conflitti.
Il 27 novembre tocca a The Breakfast Club di John Hughes. Cinque studenti molto diversi tra loro sono costretti a trascorrere un sabato in punizione nella biblioteca della scuola.
Le differenze iniziali lasciano spazio a confidenze e confronti, mostrando quanto sia facile giudicare gli altri senza conoscerli davvero.
Il ciclo si conclude venerdì 11 dicembre con Juno di Jason Reitman. Una gravidanza inattesa mette la protagonista adolescente di fronte a decisioni complesse, raccontate attraverso una commedia che intreccia ironia e delicatezza.
Cinque storie diverse, accomunate dalla capacità di affrontare dubbi, desideri, responsabilità e cambiamenti senza offrire risposte facili.
Temi che il cinema può rendere più vicini, aprendo uno spazio di riflessione condivisa tra ragazzi e adulti.
Giuseppe Gandini accompagna gli studenti nella visione
Le proiezioni mattutine inizieranno alle ore 9.30 e saranno riservate alle classi degli istituti superiori aderenti al progetto.
A introdurre i film sarà Giuseppe Gandini, regista, attore e docente, che accompagnerà gli studenti nella lettura delle opere, fornendo strumenti per una visione più consapevole e favorendo, dove possibile, un successivo momento di confronto.
L’esperienza non si fermerà però alla sala cinematografica. Vado al Massima punta a coinvolgere direttamente i ragazzi, invitandoli a passare dal ruolo di spettatori a quello di autori e osservatori critici.
Nascono con questo obiettivo due iniziative collaterali: il Contest di Critica Cinematografica, che invita gli studenti a scrivere una recensione originale dei film proposti,
e il Kiss-Contest, un concorso audiovisivo dedicato al tema del primo bacio.
Attraverso il secondo contest, i partecipanti potranno sperimentarsi con regia, montaggio e recitazione, trasformando un’esperienza personale e universale in un racconto per immagini.
Per candidarsi è disponibile il modulo di partecipazione ai contest.
Il gusto della visione: quando il cibo racconta la società
Da Chocolat a The Menu, cinque appuntamenti serali
Se al mattino il cinema diventa uno strumento per interrogare la crescita e l’identità, la sera cambia prospettiva. Il percorso dedicato al pubblico adulto si intitola Il gusto della visione – Estetica, politica e sociologia del cibo e utilizza la cucina e il cibo come chiavi di lettura della società contemporanea.
Mangiare non significa soltanto nutrirsi. Attorno a una tavola si costruiscono relazioni, si esprimono desideri, emergono differenze sociali e si manifestano rapporti di potere. Il cibo può diventare una forma di appartenenza, ma anche un terreno di scontro, una tentazione o un simbolo di libertà.

Chocolat
La rassegna propone cinque film che affrontano queste dimensioni da angolazioni differenti.
Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, si comincia con Sapori e dissapori di Scott Hicks, una storia in cui cucina, affetti e responsabilità familiari si intrecciano dopo un evento destinato a cambiare la vita della protagonista.
Giovedì 5 novembre è in programma Le assaggiatrici di Silvio Soldini, ambientato nella vicenda di Rosa Sauer e di altre sei donne costrette ad assaggiare il cibo destinato ad Adolf Hitler. La paura, la fame e i rapporti che si sviluppano tra le protagoniste fanno da sfondo a una storia segnata dalla guerra e dalla necessità di sopravvivere.
Giovedì 19 novembre sarà proiettato Aragoste a Manhattan di Alonso Ruizpalacios. Nel cuore di una cucina affollata di Times Square, sogni e delusioni si intrecciano mentre i protagonisti cercano di costruire il proprio futuro, inseguendo una personale idea del sogno americano.
Il 26 novembre arriva Chocolat di Lasse Hallström, nel quale l’apertura di una cioccolateria in un piccolo villaggio francese mette in discussione abitudini consolidate e convenzioni sociali. Il cioccolato diventa il simbolo di un cambiamento che divide, incuriosisce e mette alla prova la comunità.
Il percorso si chiude venerdì 11 dicembre con The Menu di Mark Mylod. In un esclusivo ristorante su un’isola remota, una cena destinata a essere un’esperienza gastronomica fuori dal comune assume progressivamente significati inquietanti e inattesi.
Cinque film, cinque modi di raccontare ciò che accade quando il cibo esce dalla dimensione quotidiana e diventa uno specchio delle relazioni umane. La tavola si trasforma così in un luogo nel quale osservare desideri, contraddizioni e disuguaglianze.
Introduzioni, ospiti e confronto con il pubblico
Le proiezioni serali inizieranno alle ore 21, con accesso dalle 20.45. Gli appuntamenti saranno accompagnati da brevi introduzioni curate da Giuseppe Gandini, Fabio Vitale, Cristiano Anania e Luca Monti. Dove previsto, il programma comprenderà anche momenti di confronto con il pubblico.
L’idea è fare della sala un luogo di partecipazione, nel quale la visione non si esaurisca con i titoli di coda. Un film può essere il punto di partenza per discutere di società, cultura e scelte individuali, mettendo in dialogo esperienze e sensibilità differenti.
L’ingresso alle proiezioni serali è gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il link dedicato a Vado al Massima.
Il Casale della Massima al centro di un nuovo percorso culturale
La rassegna si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione culturale del territorio. Il Casale della Massima non è soltanto la sede delle proiezioni: è parte di una prospettiva che punta a rafforzare le occasioni di incontro e la presenza delle arti nel Municipio Roma IX EUR.
A sottolineare questo obiettivo è Titti De Salvo, presidente del Municipio Roma IX EUR, che collega la nascita della Casina del Cinema al percorso di sviluppo del Distretto delle arti nell’area del Laurentino.
«La Casina del Cinema al Casale della Massima completa il Distretto delle arti che sta nascendo al Laurentino insieme al Teatro Elsa Morante, all’Hub della creatività di via Lipparini, all’arrivo dell’Università di Tor Vergata al 1° Ponte con una offerta formativa legata ai diversi linguaggi artistici», afferma De Salvo.
La presidente annuncia anche una prospettiva di trasformazione degli spazi: «Anche il parco intorno al Casale diventerà entro dicembre un parco a tema cinematografico mentre il Casale diventerà esso stesso una installazione permanente di promozione del cinema».
Parole che inseriscono Vado al Massima in una visione nella quale le attività culturali possono contribuire a costruire nuovi luoghi di aggregazione, collegando strutture, iniziative e pubblici differenti.
Vado al Massima 2026: date, orari e prenotazioni
Dove: Casina del Cinema del Municipio Roma IX EUR, presso il Casale della Massima, via Alfonso Gatto 30, 00143 Roma.
Quando: dal 30 ottobre all’11 dicembre 2026.
Matinée per le scuole: ore 9.30, riservate alle classi degli istituti superiori aderenti.
Proiezioni serali: accesso dalle ore 20.45, inizio dei film alle ore 21.
Ingresso: gratuito. Per le proiezioni serali è obbligatoria la prenotazione tramite Eventbrite.
Informazioni e prenotazioni: consulta il link dedicato.
Organizzazione: Associazione Culturale Marte 2010, in collaborazione con Associack Distribuzione.
Contatti: info@marte2010.net – telefono 334 202 2448.
Sito ufficiale: marte2010.net/vado-al-massima.
Un film può essere l’inizio di qualcosa
Con Vado al Massima – Cinema e comunità, il Casale della Massima si prepara ad accogliere sei settimane di proiezioni, percorsi educativi e occasioni di confronto. Al mattino, gli studenti potranno misurarsi con storie che parlano di crescita, identità e responsabilità; la sera, il pubblico adulto sarà invitato a leggere attraverso il cibo le dinamiche della società contemporanea.
Due percorsi diversi, uniti dalla stessa idea: il cinema non è soltanto qualcosa da guardare, ma un’esperienza da condividere.
Ed è proprio quando le immagini diventano domande, le domande generano dialogo e il dialogo coinvolge una comunità che una sala cinematografica può trasformarsi in qualcosa di più: un luogo in cui incontrarsi, discutere e riconoscersi nelle storie degli altri.
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