5 stelle, rimborsi falsi: è sparito un milione

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Uno “TSUNAMI” rischia di azzoppare il movimento il 4 marzo
Cinque Stelle travolti dai falsi rimborsi: sparito 1 milione

ROCCO VAZZANA

Rischia di trasformarsi in un nuovo Tsunami tour la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Solo che questa volta a essere travolto potrebbe non essere solo il vecchio “sistema” politico ma lo stesso partito nato per aprire le istituzioni come una «scatoletta di tonno» in nome della trasparenza. Si allarga, infatti, il caso “rimborsopoli” dei parlamentari grillini sollevato dalla trasmissione televisiva le Iene. A barare sui bonifici volontari destinati al fondo delle piccole e medie imprese non sarebbero stati solo il deputato Andrea Cecconi e il senatore Carlo Martelli ( avrebbero finto di restituire circa 98 mila euro in due) ma anche altri parlamentari e consiglieri regionali. L’ammanco ammonterebbe a circa 500 mila euro, a cui però si potrebbero sommare i mancati rimborsi dei parlamentari europei: secondo alcune stime si supererebbe il milione di euro. Un vero e proprio ciclone a tre settimane dal voto. Il partito nato online vive ore di puro panico. I vertici, che hanno chiesto al ministrero dell’Economia l’accesso agli atti per verificare lo stato dei versamenti al Fondo per le Pmi, promettono trasparenza e pulizia. E se Cecconi e Martelli, con quasi entrambi i piedi fuori dal Movimento, hanno assicurato che rinunceranno al seggio in caso di elezione – procedura tutt’altro che semplice e appannaggio di un voto parlamentare – altri “portavoce” uscenti potrebbero essere costretti a seguire la loro strada. Tutti i bonifici verranno pubblicati sul blog delle Stelle nel giro di 48 ore, fanno sa- pere i pentastellati, nel frenetico tentativo di non dover abdicare all’unico punto fermo del programma: l’onestà. «Quelle persone come Cecconi e Martelli io le ho già messe fuori. Per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche che servono. Siamo orgogliosi di quello che è il Movimento», prova a rassicurare tutti Luigi Di Maio. «La notizia, in un paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti», prosegue il candidato premier, che poi sottolinea: «Ci sono 7 mila imprese in Italia che lo testimoniano, perché quei soldi hanno fatto partire 7 mila imprese e 14 mila lavoratori. Non sarà qualche mela marcia a inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e, come sanno gli italiani, da noi le mele marce si puniscono sempre. Questo è un paese strano in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0,1». Ma se le mele marce, come le definisce Di Maio, fossero più del previsto, per i grillini si aprirebbe un enorme problema non solo politico ma anche elettorale: sono già quattro i collegi uninominali in cui il M5S si presenta ai cittadini con candidati ripudiati. Ai già citati Cecconi e Martelli, infatti, bisogna aggiungere i nomi di Emanuele Dessì, obbligato a firmare un modulo di rinuncia preventiva per un video in cui balla con un membro della famiglia Spada e per la controversa vicenda della casa popolare a 7 euro al mese, e Catello Vitiello, appena espropriato del simbolo per un passato nella massoneria. Di questo passo, da qui al 4 marzo il Movimento potrebbe arrivare azzoppato all’appuntamento con le urne. E in base a quanto mandato in onda dalle Iene, circolano già i nomi di altri due parlamentari furbetti che potrebbero essere smascherati in un’altra puntata: Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella.

I competitor del M5S quasi non credono all’incredibile autogol venuto alla luce nelle ultime ore. «Voglio esprimere la mia solidarietà umana a Marco Minniti», ironizza il segretario del Pd Matteo Renzi. «Ho chiesto a Marco di darci una mano, gli ho spiegato che c’è un collegio che secondo Matteo Ricci, responsabile enti locali del Pd, rischiamo perchè c’è un Movimento 5 Stelle molto forte. “Biso- gna che tu vada a Pesaro”, gli ho detto», racconta l’ex premier. «E lui va a Pesaro. Dopodiché mi devo scusare con Marco, perchè a Pesaro va a beccare per l’appunto uno dei collegi dove non si sa chi è il candidato 5 Stelle, c’è Cecconi che ieri le Ienè hanno dimostrato che è un truffatore». Per Maurizio Gasparri, i «grillini beccati con le mani nella marmellata» hanno fatto una figuraccia. «Ricordiamo i loro sermoni in aula, pronti a attaccare chiunque anche per una multa in divieto di sosta, e adesso rivelatisi autentici scrocconi», attacca il senatore for- zista. «Si parla di almeno dieci parlamentari che avrebbero mentito sul taglio all’indennità di fine mandato e finto il relativo bonifico». Nessuno sconto neanche da Liberi e Uguali, fino a poco tempo fa considerato potenziale alleato del Movimento. «Quando si è duri e puri, c’è sempre qualcuno di più puro che ti epura, diceva qualcuno», commenta Piero Grasso. Lo Tsunami è partito.
Fonte Il Dubbio edizione del 13 febbraio 2018

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