Catania – L’Altra Zampa, LAV e LNDC chiedono riammissione al processo “canili Nova Entra”

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Le Associazioni L’Altra Zampa, LAV e LNDC estromesse dal procedimento penale a carico dei gestori dei due canili lager nel catanese, hanno richiesto la propria riammissione evidenziando come la giurisprudenza riconosca loro tale diritto e, soprattutto, il ruolo attivo avuto in questa drammatica vicenda.

Quello dei canili Nova Entra, secondo il quadro ricostruito dagli inquirenti, appare essere un caso gravissimo di maltrattamento di animali, che sarebbero stati detenuti in veri e propri lager. Inoltre, i gestori sono accusati anche di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Comune di Catania, convenzionato con le strutture in questione. La vicenda ha inizio nel 2013, quando le Associazioni animaliste hanno segnalato le gravi carenze al Ministero della Salute, chiedendo l’intervento di una Task Force specializzata. In seguito al conseguente sopralluogo, che ha evidenziato criticità nelle strutture e i maltrattamenti degli animali in esse custoditi, sono partite le denunce e le indagini.

Il processo è stato travagliato fin dall’inizio, visto che la Procura ha inspiegabilmente chiesto per ben due volte l’archiviazione del caso, nonostante le evidenze emerse durante il sopralluogo effettuato dal Ministero della Salute. Solo grazie alle battaglie portate avanti dalle associazioni intervenute, si è arrivati alla imputazione coatta dei responsabili. Le tre associazioni, inoltre, erano state inizialmente ammesse come parti civili nel procedimento penale fino alla spiazzante sorpresa di gennaio scorso, quando il giudice ha estromesso le associazioni dal processo revocandone l’ammissione come parti civili.

“Abbiamo appreso con stupore la decisione del Tribunale con cui siamo stati estromessi dal processo”, affermano gli avvocati Michele Pezone – LNDC Animal Protection, Gaetana Cipolla – L’Altra Zampa e Pilar Castiglia – LAV. “Tutta la giurisprudenza di legittimità degli ultimi anni è concorde nel confermare che le associazioni animaliste hanno pieno diritto a costituirsi come parti civili nei processi per maltrattamento, uccisione e abbandono di animali in quanto a seguito delle condotte delittuose subiscono un danno consistente nell’offesa all’interesse perseguito dalle associazioni stesse che si configura come lesione di un diritto soggettivo inerente alla personalità e all’identità dell’ente”.

“L’esclusione delle nostre Associazioni da questo processo risulta ancora più incredibile se si considera il ruolo attivo che abbiamo avuto nella vicenda, segnalando il caso alle autorità e facendo quanto possibile per gli animali sequestrati, date le condizioni, essendo stati incaricati di supportare i custodi giudiziari nel soccorso e gestione dei cani detenuti nelle strutture in questione. Abbiamo quindi richiesto formalmente di essere riammesse come parti civili in occasione della prossima udienza che si terrà il 12 giugno e confidiamo nella correttezza e nel buon senso della magistratura”, concludono gli avvocati.

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