Polizia Municipale uccide un pitbull

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Non riuscendo a fermarlo per leggere il microchip e riconsegnarlo ai proprietari, un agente di Polizia Municipale spara e uccide un pitbull che aveva aggredito un altro cagnolino ma nessuna persona.

LNDC sporge denuncia affinché la magistratura valuti l’operato dell’agente. Rosati: gesto inammissibile che denota, oltretutto, una totale impreparazione a gestire una situazione del genere, necessario formare gli agenti con le nozioni di base sui cani e come approcciarli.

Nella mattinata di mercoledì 6 febbraio è stato segnalato un pitbull vagante per le strade della cittadina adriatica. Stando a quanto riferito, il cane avrebbe aggredito un altro cagnolino di piccola taglia e fatto cadere il proprietario. Sul posto sono intervenuti degli agenti di Polizia Municipale che avrebbero tentato di leggere il microchip al cane ma senza successo perché il cane scappava. Infine, dopo avergli spruzzato dello spray urticante per cercare di fermarlo, uno degli agenti ha estratto la pistola di ordinanza e fatto fuoco uccidendo l’animale.

“Ferma restando la responsabilità dei proprietari del pitbull, che avrebbero dovuto evitare che il cane vagasse incontrollato, dalle ricostruzioni che abbiamo potuto leggere sugli organi di stampa sembrerebbe davvero che la reazione dell’agente di Polizia Municipale sia stata esagerata”, afferma Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC. “La vicenda va chiarita nelle sedi opportune, quindi sicuramente sporgeremo denuncia affinché il PM possa determinare se, a fronte di indagini più approfondite, l’agente di Polizia Municipale abbia abusato dell’arma a sua disposizione e abbia in questo modo provocato la morte dell’animale ‘senza necessità’, contravvenendo quindi all’art. 544-bis del Codice Penale”.

“Questa storia evidenzia la grande incoscienza e incompetenza che purtroppo caratterizzano ancora oggi la gestione dei cani in generale e dei pitbull in particolare”, commenta amareggiata Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Incoscienza sicuramente da parte dei proprietari dell’animale, che avrebbero dovuto vigilare meglio e custodirlo in maniera più idonea. Incompetenza e irresponsabilità invece da parte degli operatori intervenuti per cercare di catturarlo. Questo caso dimostra ancora una volta che, un po’ dappertutto, gli agenti di Polizia Municipale dovrebbero ricevere una formazione adeguata con almeno le nozioni di base per quanto riguarda il comportamento del cane e come approcciarlo in maniera corretta.”

“Quello che però appare evidente dalla cronaca dei fatti è che il cane in realtà non fosse così aggressivo come l’hanno voluto far apparire, altrimenti avrebbe morso le persone presenti, cosa che non risulta. In generale, infatti, i pitbull presentano solitamente una certa aggressività intraspecifica (cioè verso gli altri cani) ma raramente verso le persone. Anche in questo caso, stando al racconto, il cane avrebbe aggredito un altro cagnolino ma non il suo proprietario o altri passanti. Anzi, il cane tendeva a scappare da chi lo voleva bloccare anziché aggredire. Sicuramente, poi, spruzzare uno spray urticante non ha aiutato a tranquillizzare l’animale. Per quanto mi riguarda, sono convinta che sparagli è stato un gesto inammissibile e potenzialmente pericoloso anche per gli astanti. Mi auguro che la magistratura valuterà con attenzione la condotta di questo agente”, conclude Rosati.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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