“Chi è … ???”

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Teatro Porta Portese
Di A. Bonanni e F. Di Renzo
Regia Bruno Stanzione

Con Fabrizio Di Renzo, Paolo “Gnometto” Arcuri e Domenica Di Sanzo

Che Fabrizio sia un folle è risaputo. Ama portare in scena spettacoli originali, recitare, divertire e soprattutto riempire i teatri fino a farli scoppiare, tanto da non riuscire, a volte, ad accontentare tutte le richieste.

Anche stasera la sala si riempie in un batter d’occhio. Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui prima che entrasse in scena, e di sapere di una sua originale idea per uno spettacolo.
Neanche sotto tortura vi dirò cosa ha in mente questo singolare artista, ma aspettatevi qualcosa di esplosivo!

Stasera è sul palco con altri due artisti: Paolo, il leader del gruppo musicale capitolino “Gnometto band”, e Domenica, una brava cantante per la prima volta dopo quindici anni torna nei panni di attrice.

Domenica e Paolo non mancheranno di stupirci con le loro voci, ritagliandosi un breve attimo per esibirsi dal vivo in un duetto tra una scena e l’altra.

La scenografia rappresenta l’interno di una camera da letto. È la piccola casa di Arianna (Domenica), la ragazza che ha una relazione con Franco (Fabrizio). Il terzo componente della storia è l’amico del cuore di lei, un ragazzo gay esageratamente esuberante, estroverso e simpaticissimo di nome Giulio (Paolo), con cui la ragazza si sfoga ogni volta che il suo rapporto non la soddisfa.

chi èA mio avviso, sono tanti i punti di forza di questo spettacolo: il primo è la riuscita stesura di Fabrizio Di Renzo; chi lo conosce sa già cosa intendo, visto che le sue proposte sono sempre molto divertenti ed originali.
Mi sono molto divertito e non ho praticamente mai smesso di ridere.

Altro elemento di forza sono le battute piene di fraintendimenti, parole distorte, strafalcioni tipici della parlata del romano greve. Fabrizio ne partorisce tantissimi, ci riempie tutti i dialoghi provocando una cascata continua di risate a cui anche gli attori faticano a resistere.

Altro punto cardine è Paolo; il suo personaggio non solo è riuscito, ma risulta fondamentale. Istrionico, camaleontico, esuberante, prorompente, effervescente… Nonostante sia il protagonista della storia, nella stesura si mette generosamente in secondo piano facendo spiccare Paolo e realizzando così un incredibile centro. Gli atteggiamenti, le espressioni, i modi di esprimersi, le uscite… Paolo è geniale in questa interpretazione.

Fabrizio invece è nei panni del tipico uomo che vive il rapporto sentimentale con estrema leggerezza e superficialità. Il suo è un personaggio irriverente, fastidioso, sornione, superficiale, diretto e pungente, sempre con la battuta pronta.

La fidanzata è la deliziosa Domenica, brava nel suo ruolo di donna relegata in un secondo posto rispetto agli interessi di Franco e questo ruolo comincia a starle stretto.
Questa ragazza dolce, sognatrice ma un po’ sprovveduta ed ingenua, è ormai stanca di fare da contorno alla vita di Franco ed è pronta a dargli un ultimatum.

chi èI tre raramente si trovano in scena contemporaneamente, così si genera un turbinio continuo di entrate ed uscite esilaranti in cui si inseriscono telefonate, citofonate e scampanellate all’uscio di casa.

I due uomini non si sopportano, e questo rapporto conflittuale consente di inventare briosi stratagemmi e frequenti cambi di scena che impediscono il loro incontro.

Gli spettatori si trovano di fronte efficaci scenette piene di battute geniali e gag divertenti, come dei capitoli che si susseguono inframmezzati da piccoli interventi musicali che danno respiro alla storia.

Sappiate come ultima cosa che con l ‘ultimatum la situazione si stravolge e ribalta completamente gli equilibri rendendo la storia ancora più movimentata, irresistibile e divertente.
Ma attenzione, perché tutto non è sempre come sembra… ci sarà ancora da ridere con le trovate di Fabrizio.

Considerato che ogni replica è già sold out, mi auguro che Fabrizio, qualche teatro o una produzione si accorgano di questo strepitoso spettacolo e lo ripropongano, perché ne vale davvero la pena.

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