Freddie Mercury

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“Quello che mi fa soffrire tremendamente è che l’AIDS mi impedirà di tirar fuori tutta la musica che ho dentro”

IL 23 NOVEMBRE 1991, LA STAMPA DI TUTTO IL MONDO RIPORTÒ IL SEGUENTE COMUNICATO: «…DESIDERO CONFERMARE CHE SONO RISULTATO POSITIVO AL VIRUS DELL’HIV E DI AVER CONTRATTO L’AIDS. HO RITENUTO OPPORTUNO TENERE RISERVATA QUESTA INFORMAZIONE FINO A QUESTO MOMENTO AL FINE DI PROTEGGERE LA PRIVACY DI QUANTI MI CIRCONDANO. TUTTAVIA È ARRIVATO IL MOMENTO CHE I MIEI AMICI E I MIEI FAN IN TUTTO IL MONDO CONOSCANO LA VERITÀ E SPERO CHE TUTTI SI UNIRANNO A ME, AI DOTTORI CHE MI SEGUONO E A QUELLI DEL MONDO INTERO NELLA LOTTA CONTRO QUESTA TERRIBILE MALATTIA…»

Freddie Mercury

Freddie Mercury

Farrokh Bulsara, nato a Zanzibar, meglio noto come Freddie Mercury, è morto a 45 anni, il 24 novembre del 1991 a Londra. Troppo presto per tutti, ma ancor di più per un artista senza eguali! A stroncare Freddie Mecury fu una grave broncopolmonite, sviluppatasi come conseguenza dell’Aids.

I funerali, che si svolsero al Kensal Green Cemetery, furono celebrati da un sacerdote zoroastriano secondo le sue ultime volontà. I genitori di Freddie Mercury erano appartenenti all’etnia parsi e di religione zoroastriana, il culto principale nell’area mediorientale prima che si affermasse l’Islam. Mercury ha mantenuto questo legame con la religione del profeta Zarathustra, nonostante questo condanni l’omosessualità.

Fu cremato e le sue ceneri affidate a Mary Austin, la quale le conservò nella sua camera da letto per circa due anni per trasferirle, poi, in gran segreto nel luogo scelto dal cantante, il cui ultimo desiderio era quello che l’ubicazione della sua sepoltura rimanesse sconosciuta. Ancora oggi il luogo dove Mercury riposa in pace rimane avvolto dal mistero. Alcuni credono sia sepolto a Zanzibar, dove peraltro non esiste nulla a commemorarne la presenza perché rinnegato a causa della sua omosessualità. Altri pensano che le sue ceneri siano state sepolte vicino all’albero di ciliegie nel giardino della sua casa londinese. Nel 2013 al Kensal Green fu ritrovato un basamento con il nome di battesimo e la data di nascita di Freddie Mercury. Si leggeva “In Loving Memory of Farrokh Bulsara, 5 Sept. 1946 – 24 Nov. 1991”, seguito dalle parole in francese “Pour Etre Toujours Pres De Toi Avec Tout Mon Amour – M.” (“Per esserti sempre stato vicino con tutto il mio amore”) e in molti hanno speculato che quella M. fosse da riferirsi a Mary Austin. Ma fu la Austin stessa a negare il fondamento di questa teoria: «Freddie non è di sicuro seppellito in quel cimitero».

Freddie MercuryNel suo testamento, il cantante affidò la metà esatta del suo patrimonio, pari a circa dieci milioni di sterline, a Mary Austin.

Il leader dei Queen ha lasciato un’impronta indelebile. Chi non conosce pezzi come Bohemian rhapsody, We are the champions, Innuendo, Somebody to love e Underpressure? Ma durante tutta la sua carriera sono state molte le collaborazioni, non ultima quella con David Bowie, già nei tardi anni 60, nei tempi in cui entrambi erano dei relativi sconosciuti. Bowie era leggermente più noto al tempo, ed era prevista una sua data al Ealing Art College. Un affascinato Mercury lo seguiva dappertutto, offrendosi di portargli la strumentazione.

Una curiosità riguardo i due artisti: Mercury e Roger Taylor avevano una bancarella al Kensington Market, dove vendevano vestiti vintage per racimolare qualche soldo in più da aggiungere agli scarsi introiti della musica. Mercury e Taylor non erano decisamente fatti per intraprendere un loro business, e Alan Mair, che gestiva la bancarella di vestiti affianco, gentilmente si offrì di assumerli. Mair era un amico del primo manager di Bowie, e un giorno il futuro Starman in persona si presentò alla sua bancarella. «Space Oddity era stato un successo ma lui disse di non avere soldi – rivelò Mair in Is This The Real Life – “Tipico di voi musicisti!”, risposi “Se vuoi abbiamo questi gratis”. Freddie fece provare a Bowie un paio di stivali . Per cui c’era Freddie Mercury, un commesso, che dava alla pop star David Bowie un paio di stivali che non si poteva permettere di comprare».

Freddie Mercury

The Queen

Da ricordare anche il particolare rapporto con la principessa Diana Spencer che Mercury riuscì a far travestire da uomo per farla intrufolare in un locale gay. Stando alle memorie dell’attrice Cleo Rocos, Diana e Mercury trascorsero il pomeriggio a casa del comico inglese Kenny Everett quando Diana chiese quali fossero i loro piani per la serata. Mercury rispose che avevano in mente di fare un salto al Royal Vauxhall Tavern, uno dei club gay più famosi di Londra, famoso anche per la sua clientela spesso rissosa. La principessa insistette per continuare la serata con loro e nonostante i tentativi di persuasione la principessa ebbe la meglio ed Everett le donò l’outfit che aveva intenzione di indossare per la serata: una giacca militare, occhiali scuri da aviatore e un cappello di pelle per nasconderle i capelli. Il gruppo riuscì a fare entrare inosservata Diana nel locale. La gente, distratta dalla presenza di Mercury, Everett e della Rocos, ignorò Diana completamente, permettendole così di ordinarsi i drink che voleva.

Dopo le morti per AIDS di Mercury e Everett Diana divenne la prima sostenitrice del National AIDS Trust, una delle più importanti organizzazioni del Regno Unito per la ricerca contro la malattia. La loro notte al Royal Vauxhall Tavern nel 2016 è stata trasformata in un musical, che è stato portato in scena nel locale stesso.

L’AIDS fu diagnosticata a Mercury nel 1987 e lentamente iniziò a parlare ai suoi cari delle sue condizioni di salute. L’aspetto sempre più fragile e la figura scarna di Mercury avevano accresciuto le speculazioni dei media, ma la band serrò i ranghi e negò con veemenza qualsiasi supposizione. «Abbiamo nascosto tutto. Abbiamo mentito! Stavamo cercando di proteggerlo», disse May in Days of Our Lives.

La sua ultima apparizione in pubblico fu nel video della canzone These Are the Days of Our Lives, in cui il frontman appare molto dimagrito, quasi irriconoscibile; il videoclip del brano, dove Mercury indossa un gilet realizzato appositamente con i ritratti dei suoi amati gatti, riporta la scena finale che mostra il cantante che fissa la telecamera mentre, con un sorriso sarcastico, pronuncia “Vi amo ancora”. Quelle furono le sue ultime pronunciate in camera.

L’ultima canzone che incise fu Mother Love, il 22 maggio 1991 secondo quanto dichiarato da David Richards nel documentario Champions of the world; tra l’altro Freddie interruppe le registrazioni per riposarsi, disse che ci sarebbe ritornato per ultimare la canzone e non è mai più tornato

Mercury si ritirò nella sua Garden Lodge, traendo sostegno da Jim Hutton e Mary Austin – la sua ex fidanzata. Obbligato a trovarsi faccia a faccia con l’inevitabile, Mercury iniziò a preparare le ultime disposizioni per la sua morte. «Dopo un pranzo domenicale improvvisamente annunciò, “Conosco esattamente dove voglio essere sepolto ma non voglio che nessuno lo sappia, perché non voglio che venga rivelato. Voglio solamente riposare in pace”».

In occasione di quello che sarebbe stato il suo settantesimo compleanno, nel settembre del 2016 l’asteroide 17473, scoperto nel 1991 (anno della scomparsa dell’artista), è stato rinominato 17473 Freddiemercury.

Freddie MercuryCURIOSITA’
• Nel 1972 Freddie Mercury ha ideato il logo dei Queen, che ricalca lo stemma reale del Regno Unito. La particolarità: all’interno dello stemma compaiono i simboli dei segni zodiacali dei componenti della band.
• La dimora di Kensington di Freddie Mercury era piena di gatti. La passione del cantante per i felini era così sfrenata che Mercury ha dedicato un brano dell’album Innuendo alla sua gattina preferita Delilah.
• Il cantante dei Queen aveva un particolare rapporto con le cravatte. Ne possedeva oltre cento. Eppure, odiava indossarle. Una stranezza mai spiegata pubblicamente da Freddie Mercury.

FRASI
“Non mi piacciono i miei denti sporgenti. Me li sarei fatti sistemare, ma proprio non ne ho avuto il tempo. A eccezione di questo, sono perfetto.”
“Per quel che mi riguarda, ho vissuto alla grande, e se morissi domani non me ne importerebbe nulla. Ho vissuto. L’ho fatto pienamente.”
“La cosa più importante è vivere una vita favolosa, non importa quanto lunga, basta che sia favolosa”
“Alla fine tutti gli errori che ho commesso e tutte le relative scuse saranno da imputare solo a me”
“L’eccesso è una parte di me. La monotonia è un male. Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione”

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ViviRoma

Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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